Agroalimentare. Riso Gallo, €3mln da Banco BPM e SACE per marketing, R&D, marchi, impianti e fiere



A cura della Redazione


ROBBIO LOMELLINA (PV) – SACE e Banco BPM hanno finalizzato un’operazione di finanziamento da 3 milioni di euro a supporto del piano di crescita sui mercati esteri di Riso Gallo Spa, azienda leader nella produzione di riso e risotti. L’operazione è stata perfezionata in piena emergenza Covid-19 e grazie al finanziamento erogato da Banco BPM, tramite la propria struttura Mercato Corporate Milano Lodi, e garantito da SACE, il noto brand agroalimentare investirà in attività di marketing, ricerca e sviluppo, nella registrazione di marchi e brevetti e nel rinnovo e riqualificazione di impianti e macchinari, oltre che nella partecipazione a fiere internazionali e nel capitale circolante.

Spiega Carlo Preve, Amministratore di Riso Gallo Spa: «In un anno complesso come questo siamo orgogliosi di dare un segnale positivo e di concretizzare il nostro impegno come azienda simbolo del Made in Italy all’estero. La nostra mission è sempre stata quella di portare la tradizione culinaria italiana oltralpe, grazie a uno dei suoi prodotti simbolo, ovvero il risotto. Oggi la sfida per conquistare i mercati esteri è ancora più challenging e guarda al futuro con una grande attenzione verso l’innovazione, non solo in termini di prodotto ma anche di produzione. Ad esempio, la sostenibilità, da tempo parte dei valori aziendali di Riso Gallo, è un aspetto sempre più centrale per noi e per i nostri consumatori, non solo in Italia ma anche all’estero. Da qualche tempo abbiamo iniziato un percorso di sostenibilità, grazie al quale abbiamo già raggiunto importanti risultati che ci permettono di guardare al domani con orgoglio e fiducia».

Riso Gallo – ricordano da Piazza Poli – è tra le più grandi riserie d’Europa e una delle più antiche industrie risiere italiane, con un marchio lanciato negli anni Quaranta del secolo scorso, su cui «l’azienda punta da sempre per valorizzare i suoi prodotti». Nasce nel lontano 1856 a Genova, con un primo stabilimento che lavorava risone importato. Nel 1926, «per concentrarsi e valorizzare le coltivazioni italiane», l’azienda si trasferisce a Robbio Lomellina, nel cuore del Pavese, una tra le più rinomate zone risicole, dove si trova tutt’ora. Nel 1943, il gallo divenne simbolo dell’azienda stessa. Iniziò, così, il confezionamento in scatola per il consumo al dettaglio.

Oltre ai risi classici ed etnici, oggi «Riso Gallo propone una linea di prodotti derivati, come snack, gallette e piatti pronti, con cui intende penetrare i mercati esteri e la cui destinazione di riferimento è la GDO», fanno sapere dall’azienda lombarda. Con l’operazione targata SACE-Banco BPM, Riso Gallo potrà incrementare l’attuale quota di export, pari al 22%, legata soprattutto a Paesi dell’Unione Europea.



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