BCC: Ritardare la Brexit se non saranno contemporaneamente conclusi accordi commerciali

di BBC

La Brexit dovrebbe essere rimandata se non sarà possibile concludere alcun accordo con l’Unione Europea entro la fine del biennio di negoziati. A dirlo sono i leader delle associazioni imprenditoriali della Gran Bretagna.
L’associazione delle Camere di Commercio Britanniche (BCC) vorrebbe inoltre che alle imprese fosse consentito di assumere lavoratori sia qualificati che poco qualificati provenienti dall’area UE anche quando il Paese avrà abbandonato l’Unione.
La richiesta è arrivata dalla conferenza annuale dell’importante organizzazione imprenditoriale d’Oltre Manica, tenutasi a Londra lo scorso martedì 28 febbraio.
Il primo ministro britannico Theresa May ha affermato che darà il via alla procedura stabilita dall’Articolo 50 del Trattato dell’Unione Europea per iniziare il processo di uscita.
BCC sostiene che sarebbe un «abbandono ideale» se si chiudesse un accordo commerciale entro i due anni previsti dal Trattato, ma aggiunge: «Se questo non fosse possibile, dovremmo richiedere un’estensione del periodo negoziale che ci consenta il completamento di entrambi gli accordi contemporaneamente». Tuttavia, tale estensione sarebbe possibile soltanto con il consenso di tutti gli Stati membri dell’Unione Europea.
Il ministro del Commercio e dell’Industria Greg Clark ed il ministro-ombra delle Finanze John McDonnell erano tra i relatori della conferenza. Il direttore generale di BCC Adam Marshall ha affermato: «Le comunità imprenditoriali del Regno Unito pretendono riflessioni pratiche, e non di carattere ideologico o politico, al centro dell’approccio del governo rispetto ai negoziati della Brexit. Ciò che viene discusso a Westminster spesso non corrisponde ai problemi della maggior parte delle imprese. Molte aziende sono ben poco preoccupate dalle esatte procedure per l’avvio dell’Articolo 50, mentre lo sono molto di più per un’inattesa IVA che dovesse colpire i loro flussi di cassa, per improvvise modifiche dei regolamenti, per l’impossibilità di assumere le persone adatte o per il rischio che i loro prodotti vengano bloccati al confine dalle autorità doganali».


Obiettivi incompatibili?
dal corrispondente economico BBC Jonty Bloom

È il tema migratorio a deludere più verosimilmente il gruppo delle Camere di Commercio Britanniche, che sta rivendicando per i suoi associati la possibilità di assumere personale dal territorio dell’Unione Europea anche dopo la Brexit, a condizioni caratterizzate da livelli minimi per quanto riguarda burocrazia, costi o barriere.
Eppure, è difficile capire quanto tutto ciò sia compatibile con il dichiarato obiettivo del governo di ridurre le quote migratorie di decine di migliaia di unità all’anno. Oppure come tutto ciò potrebbe adattarsi alle recenti dichiarazioni del primo ministro, secondo cui la Brexit deve tradursi in un’azione di controllo del numero di persone che dall’Europa entrano in Gran Bretagna.
I commenti di BCC giungono dopo che l’ex primo ministro John Major ha segnalato che le possibilità di non raggiungere un accordo entro le scadenze sono «molto alte».
In un suo discorso, Major ha affermato che si sta portando avanti una visione «irreale ed eccessivamente ottimistica» della Brexit.
Downing Street ha replicato, sostenendo che il governo britannico è determinato a fare della Brexit un successo.


Traduzione a cura della Redazione
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