Candriam: Brexit, l’esito del voto aumenta le prospettive di incertezza per l’economia britannica


La sconfitta parlamentare rimediata ieri sera dalla premier britannica Theresa May, vittima del fuoco incrociato di hard brexiter e no brexiter, pone un serio ostacolo sul percorso controllato di uscita del Regno Unito dall’UE, a poco più di due mesi dalla conclusione dell’iter biennale previsto dalla procedura, già fissata per le ore 23.00 del prossimo 29 marzo. Se un ritorno al voto resta altamente improbabile, è molto più concreto il rischio che, al contrario, Londra abbandoni l’Unione senza un accordo. Gli esperti di Candriam Investors Group dicono la loro, analizzando i numeri e le possibili conseguenze per l’economia d’Oltremanica.


A cura degli esperti di Candriam


Mentre continuiamo a credere che, alla fine, una hard Brexit debba essere evitata, la principale conseguenza del voto di ieri è che probabilmente resterà un clima d’incertezza per almeno un altro paio di settimane. Questo peserà sulla crescita.

Si potrebbe obiettare che l’incertezza era già riscontrabile da un paio di mesi, ma che comunque non ha impedito la ripresa della crescita del Regno Unito o il rialzo del PMI manifatturiero per tutto il mese di gennaio. Tuttavia, questa forza, che contrasta con la debolezza osservata nell’Europa continentale, è fuorviante. Dall’inizio del 2018, solo le scorte hanno dato un contributo sempre più significativo alla crescita, con il governo e le aziende che hanno accumulato stock per prepararsi all’eventualità di una hard Brexit.

Negli ultimi due anni, l’incertezza ha influito pesantemente sulla crescita degli investimenti delle imprese, che tende a 0. Inoltre, nonostante la forza del mercato del lavoro – crescita salariale superiore al 3% e disoccupazione al 4,1% – la spesa delle famiglie è rimasta debole. In questo contesto, il voto di ieri prolunga ulteriormente il periodo di incertezza che l’economia britannica si troverà ad affrontare. Dato l’ormai elevato livello delle scorte, ciò avrà un impatto negativo sull’attività dei prossimi trimestri.




Fonte: Verini & Associati



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