Cina. Xinhua: Timori sovradimensionati, crescono consumi e opportunità per gli investimenti esteri


Nel suo ultimo Economic Watch, pubblicato ieri, l’agenzia di stampa cinese Xinhua ha voluto ridimensionare alcune preoccupazioni sull’economia cinese, circolate nelle ultime settimane. Il rallentamento della crescita segnato nel 2018 non sarebbe, dunque, un segnale di allarme né per il Paese asiatico né per il resto del mondo. A destare l’attenzione degli economisti in relazione ai nuovi trend della Cina dovrebbero essere invece il crescente ruolo di traino recitato da consumi, servizi e innovazione, e la facilitazione nell’accesso al mercato per gli investitori esteri.


di Xinhua


La fase di forte impulso ai consumi e di elevato potenziale per gli investimenti in Cina potrebbe presentare un ulteriore vantaggio per la crescita economica globale nel 2019, in merito a cui gli osservatori stanno ipotizzando il rischio di un ulteriore rallentamento. Alcuni economisti hanno sopravvalutato le ricadute del rallentamento economico cinese ma queste opinioni non reggono e sono fuorvianti.


Forte impulso ai consumi

La Cina sta indirizzando la sua economia verso un modello di crescita più sostenibile che tragga la propria forza dai consumi, dai servizi e dall’innovazione, il che vale a dire maggiori occasioni per quei Paesi che possono fornire prodotti e servizi di qualità. Ci si attende che i consumi contribuiscano al 65% della crescita cinese nel 2019 e che restino il principale traino dell’economia con un incremento del 9% nel totale delle vendite al dettaglio dei beni di consumo, stando a quanto affermato da Wang Bin, vicedirettore del Dipartimento alle Operazioni di Mercato e alla Promozione al Consumo del Ministero del Commercio, durante un recente incontro.

Il forte impulso ai consumi in Cina è una buona notizia per il mondo. Un caso esemplare è fornito dal fatto che in occasione del primo China International Import Expo (CIIE), svoltosi a Shanghai dal 5 al 10 novembre scorsi, sono stati conclusi affari per circa 57,83 miliardi di dollari, a beneficio di 3.617 espositori stranieri ed oltre 400.000 buyer nazionali ed esteri.

La seconda edizione del CIIE, in programma per il prossimo mese di novembre, sarà migliore di quella precedente, potendosi avvantaggiare di ulteriori misure di apertura. Quest’anno, Shanghai metterà in pratica 100 provvedimenti per sostenere una maggiore apertura quest’anno. Secondo quanto comunicato dal bureau del CIIE, più di 500 aziende da oltre 40 fra Paesi e regioni hanno già confermato la partecipazione all’edizione 2019.

Il mese scorso, le autorità cinesi hanno annunciato una serie di misure per rafforzare i consumi, come parte degli sforzi a sostegno dell’economia. L’ottimizzazione dell’offerta di mercato e l’aumento dei consumi stanno giocando un ruolo più rilevante nell’affrontare efficacemente la tendenza al ribasso dell’economia e nel mantenere una crescita stabile, come recita il comunicato pubblicato a margine di una teleconferenza tenuta dalla Commissione Nazionale sullo Sviluppo e le Riforme, dal Ministero del Commercio e dall’Amministrazione di Stato per la Regolazione del Mercato.

Il vertice è mirato ad incoraggiare i consumi di automobili ed elettrodomestici in base alle situazioni locali, fornendo un più importante supporto politico dove possibile, e a venire incontro alla domanda di automobili ed apparecchi domestici ecosostenibili e intelligenti. L’offerta di prodotti e servizi di alta qualità verrà accresciuta ed il potere d’acquisto dei cittadini sarà rafforzato con misure quali, ad esempio, delle detrazioni speciali dalle tasse sul reddito individuale.


Ampio potenziale per gli investimenti

Con livelli di debito stabili, la Cina ha più spazio per investimenti efficaci, mirati a puntellare la crescita. Al contempo è prevedibile un miglior clima per gli investitori esteri mentre il Paese si apre sempre di più al resto del mondo.

Dal momento che il debito della Cina è in valuta locale e che il debito dei settori strategici è spesso sostenuto dal governo centrale, è improbabile che si verifichi una crisi finanziaria, stando a quanto afferma Credit Suisse in un suo rapporto sul panorama degli investimenti per il 2019.

Con una crescita economica stabile ed un più facile accesso al mercato, la Cina è in controtendenza rispetto al rallentamento globale degli investimenti diretti esteri nel 2018, affermandosi quale principale destinazione di investimenti al mondo. Nel 2019, le aziende straniere saranno messe in condizione di trarre maggiori benefici dai continui sforzi cinesi per espandere l’accesso al mercato e creare un miglior clima per gli investimenti.

Da evidenziare, in particolare, ci sarà una legislazione unificata per gli investimenti esteri finalizzata ad adottare un modello di trattamento prestabilito nazionale a lista negativa ed una protezione più forte dei diritti di proprietà per le aziende straniere investitrici. La legge sarà sottoposta alla prossima sessione plenaria dell’Assemblea Nazionale del Popolo, in programma a partire dal 5 marzo.

Sebbene il mondo stia osservando un crescente protezionismo commerciale, il governo cinese sostiene un’economia mondiale aperta e inclusiva, compie sforzi per allargare l’accesso al mercato, semplifica le restrizioni alla partecipazione di capitale estero e abbassa i dazi sulle importazioni. L’impulso alle riforme in Cina prosegue senza sosta. Nel corso dell’ultimo lustro, il Paese ha organizzato almeno 45 vertici di alto profilo sull’avanzamento delle riforme, durante i quali sono stati presentati 400 documenti e 1.932 piani di riforma.




Traduzione a cura della Redazione
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