Eni ottiene la seconda licenza per lo stoccaggio di anidride carbonica nel Regno Unito

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Photo credit © ﹏﹏﹏﹏﹏/Shutterstock.com




A cura della Redazione


Eni annuncia che la sua affiliata nel Regno Unito (Eni UK) ha ricevuto da parte dell’Autorità Britannica l’assegnazione della licenza per lo stoccaggio di CO2 per il giacimento a gas depletato di Hewett, ubicato a circa 20 km al largo di Bacton, nella parte meridionale del Mare del Nord britannico.

Stando a quanto comunicato dalla compagnia energetica italiana, la significativa capacità di stoccaggio del giacimento, pari a circa 300 milioni di tonnellate, la possibilità di riutilizzare parte delle infrastrutture ad esso connesso e la vicinanza al polo industriale di Bacton, rende Hewett «un sito ideale per stoccare in modo permanente l’anidride carbonica proveniente dalle industrie nel sud-est dell’Inghilterra e nell’area dell’estuario del Tamigi, vicino Londra, e promuovere la produzione e distribuzione di idrogeno blu in coerenza con i piani e gli obiettivi di decarbonizzazione del Regno Unito».

La realizzazione del progetto – proseguono da Eni – avrà importanti ricadute sulle comunità locali, creando nuove opportunità di lavoro e favorendo lo sviluppo economico dell’area. Allo stato attuale sono già coinvolti, attraverso l’accordo di cooperazione Bacton Thames Net Zero, 13 partner industriali nei settori dell’energia, lo smaltimento e produzione di rifiuti.

La capacità iniziale di stoccaggio di CO2 è stimata in circa 6 milioni di tonnellate per anno a partire dall’ultima parte del decennio per arrivare a superare le 10 milioni di tonnellate dopo il 2030, apportando «un significativo contributo» rispetto all’obiettivo del Regno Unito di stoccare 20-30 milioni di tonnellate di CO2.

Questa nuova licenza nell’area di Bacton si aggiunge a quella ottenuta presso la Baia di Liverpool nel 2020, dove Eni è l’operatore del trasporto e dello stoccaggio di anidride carbonica all’interno del Consorzio HyNet North West, e permetterà insieme agli altri progetti in corso di realizzazione, come l’eolico offshore di Dogger Bank, di «consolidare il ruolo di Eni come uno degli attori principali nel contribuire al processo di decarbonizzazione del Regno Unito».