Francia. Le Pen, Fillon e Macron: operazione seduzione davanti ai piccoli imprenditori

di Les Echos

Lunedì mattina, i candidati alle presidenziali hanno illustrato i rispettivi programmi economici ai rappresentanti della Confederazione Francese delle Piccole e Medie Imprese. Tre dei principali candidati, cioè Marine Le Pen, François Fillon ed Emmanuel Macron, hanno annunciato la loro vicinanza ai piccoli imprenditori, esponendo le proprie idee per risollevare l’attività economica nazionale.

La fiscalità, i diritti del lavoro ed il ruolo dell’Europa: a cinquanta giorni da uno scrutinio dal risultato molto incerto, i tre hanno presentato i rispettivi programmi economici e hanno risposto alle domande di centinaia di imprenditori iscritti alla Confederazione delle Piccole e Medie Imprese (CPME).
«Le piccolissime, piccole e medie imprese, queste sono un gigante economico. Noi rappresentiamo il 98,5% del tessuto economico nazionale», ha sottolineato nella sua introduzione François Asselin, presidente dell’organizzazione industriale. «Eppure, constatiamo che, col passare degli anni, gli ostacoli non accennano a diminuire».

Mélenchon e Hamon assenti
Invitati a prendere a turno la parola, i pretendenti all’Eliseo si sono contesi l’attenzione degli imprenditori, affermando di voler mettere al centro del proprio progetto economico le aspettative e le esigenze degli artigiani, dei commercianti e dei piccoli imprenditori.
«Il mio programma economico è decisamente orientato verso le piccolissime, piccole e medie imprese […] che rappresentano l’anima economica della Francia» ma «restano tutt’ora invisibili alla grande politica», ha sostenuto la candidata del Front National in apertura di dibattito.
«È necessario partire dalle esigenze delle imprese, è necessario partire dalle vostre proposte», le ha fatto eco François Fillon, applaudito calorosamente al suo arrivo in sala, dopo un fine settimana segnato da nuove defezioni nella sua compagine elettorale.
CPME aveva chiamato al confronto tutti i candidati. Eppure, diversi di loro, tra cui Benoît Hamon e Jean-Luc Mélenchon, hanno declinato l’invito.

La Le Pen sostiene l’uscita dall’euro
Criticata per la poca credibilità del suo progetto economico, Marine Le Pen ha difeso con le unghie e con i denti la sua intenzione di abbandonare l’euro, tornando ad una moneta nazionale, e di tassare le importazioni, denunciando una «strategia della paura» messa in atto dai suoi oppositori.
«Ci dicono di tutto e di più, in realtà, sul ritorno alla moneta nazionale», ha detto la Le Pen, ma la sua proposta da settimane sta suscitando i timori degli ambienti finanziari ed economici.
«Oggi si può tornare ad una moneta nazionale nelle migliori condizioni possibili, in accordo con i Paesi europei più sofferenti», ha affermato, rifiutando l’ipotesi che questo possa provocare una «catastrofe».
«Ci troviamo in un ambiente europeo che non porta alla crescita e la Francia da sola non può cambiarlo», ha insistito da parte sua Emmanuel Macron, che ha detto di conoscere bene «le problematiche» degli imprenditori in virtù del suo trascorso alla guida del Ministero dell’Economia.
Il candidato di En Marche ha promesso in particolare «trasparenza» e «semplificazione» del diritto del lavoro. Macron ha poi ribadito la sua proposta di trasformare il Credito d’Imposta per la Competitività e l’Occupazione (CICE) in una «riduzione permanente degli oneri per tutte le imprese».
Con un programma che propone un taglio di 100 miliardi di euro di spesa pubblica, François Fillon, che ha fatto della propria vicinanza al mondo economico un leit-motiv della sua campagna elettorale, ha insistito sulla necessità di «ridurre gli oneri fiscali e sociali che gravano sulle imprese».
Il candidato della destra ha promesso di inserire il CICE e la riduzione degli oneri in un unico dispositivo, di sopprimere la patrimoniale e di «rimuovere il blocco delle 35 ore lavorative». «La logica che porterà al successo il mio progetto prevede in primo luogo un massiccio sforzo sulla competitività», ha ripetuto Fillon, garantendo di essere l’unico a proporre una simile «scossa».
Il sovranista Nicolas Dupont-Aignan ha poi assicurato di voler «semplificare la vita della PMI». «La politica economica della Francia è oggi pensata per le imprese dell’indice borsistico CAC 40», ha lamentato Dupont-Aignan, promettendo di nominare un ex piccolo imprenditore al Ministero dell’Economia.


Traduzione a cura della Redazione
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