Giappone. PM Shinzo Abe si dichiara pronto ad incontrare Kim Jong-un ‘senza condizioni’


A poche ore dall’incoronazione ufficiale dell’Imperatore Naruhito sul trono della monarchia giapponese, succeduto al padre Akihito, a seguito della scelta di abdicare espressa da quest’ultimo, il primo ministro Shinzo Abe rilascia un’intervista al quotidiano Sankei Shimbun, nella quale annuncia l’intenzione di voler incontrare «senza condizioni» Kim Jong-un. Dopo i vertici con Xi Jinping, lo storico incontro con il presidente sudcoreano Moon Jae-in nell’Area di Sicurezza Congiunta di Panmunjeom, i due con Donald Trump a Singapore e in Vietnam, e il recente faccia a faccia con Vladimir Putin a Vladivostok, ora il leader nordcoreano potrebbe ottenere un altro clamoroso successo diplomatico, confrontandosi con uno dei capi di governo più duri nei suoi confronti in questi ultimi anni.


di Lars Hagberg
[AFP]



TOKYO – Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha proposto al leader nordcoreano Kim Jong-un un incontro «senza condizioni» nel tenativo di ripristinare le relazioni diplomatiche fra i due storici rivali, come riporta il quotidiano nipponico Sankei Shimbun quest’oggi. Abe, ritenuto generalmente un falco in politica estera, ha recentemente ammorbidito la sua retorica nei confronti di Pyongyang, chiedendo un vertice con Kim per risolvere la disputa sui rapimenti, avvenuti in passato, di cittadini giapponesi da parte di agenti nordcoreani.

Nel corso dell’intervista rilasciata alla testata, Abe ha affermato: «Voglio incontrare il Presidente Kim Jong-un incondizionatamente e parlargli con franchezza e mentalità aperta». «è più che importante per il nostro Paese essere proattivi nella risoluzione delle questioni», ha proseguito il primo ministro giapponese, che ha poi aggiunto: «Non possiamo uscire dal guscio della reciproca sfiducia fra Giappone e Corea del Nord se non mi confronto direttamente con Kim […] Spero che lui sia un leader capace di assumere una decisione in modo strategico e flessibile su ciò che è meglio per la sua nazione».

Tokyo è stata, fra le principali potenze mondiali, una delle maggiori sostenitrici della linea dura nei confronti dell’ermetico Stato nordcoreano, ed uno dei destinatari della retorica di fuoco di Pyongyang, così come dei missili lanciati al di sopra del suo territorio. Sino alla fine del 2017, infatti, la Corea del Nord ha ripetutamente testato missili balistici che hanno volato verso o sopra il Giappone, innescando gli allarmi degli altoparlanti ed alimentando le richieste di una dura presa di posizione contro Pyongyang.

Tuttavia, il Giappone si trova ora impegnato a preservare l’importanza del suo ruolo nella questione, in rapida evoluzione, relativa alla Corea del Nord mentre Kim allarga il proprio cerchio diplomatico. Il leader nordcoreano ha infatti incontrato il presidente russo Vladimir Putin la scorsa settimana dopo ripetuti incontri con il presidente statunitense Donald Trump, il presidente cinese Xi Jinping ed il leader sudcoreano Moon Jae-in.

Abe ha anche affermato di aver chiesto a Trump di aiutarlo a risolvere la questione dei rapimenti durante i colloqui di venerdì scorso alla Casa Bianca. Trump avrà un altro incontro con Abe a fine maggio quando sarà in Giappone per la prima visita di un capo di Stato straniero dopo l’ascesa al trono del nuovo Imperatore Naruhito, incoronato mercoledì. Tokyo ritiene che negli anni Settanta e Ottanta agenti nordcoreani abbiano rapito cittadini giapponesi per addestrare le proprie spie al linguaggio e alle abitudini del Paese del Sol Levante.

Dopo anni di smentite, la Corea del Nord ammise nel 2002 di aver rapito 13 civili giapponesi e di aver rilasciato quelli che sosteneva fossero i cinque sopravvisuti, affermando che gli altri otto fossero morti. Alcuni attivisti, tuttavia, ritengono che la scomparsa di un massimo di 470 giapponesi possa essere collegata alla Corea del Nord. Le autorità di Pyongyang non hanno ancora dato riscontro pubblico in merito alla volontà di incontrare Abe.




Traduzione a cura della Redazione
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