Gli altri mondi da esplorare. In arrivo il nuovo numero di Scenari Internazionali!

A breve sarà disponibile o ordinabile in tutte le librerie fisiche e virtuali Gli altri mondi da esplorare, nuovo numero di Scenari Internazionali. Si tratta dell’11a pubblicazione, che va a chiudere il quarto anno di attività della rivista. Dopo l’economia digitale, stavolta il tema affrontato è quello dei mercati comuni nel mondo, al di fuori dell’Occidente. Le grandi aggregazioni regionali sorte o consolidatesi nel corso degli ultimi venticinque anni, delineano un nuovo ordine internazionale in divenire che sta cercando di ricomporre, con nuove forme, i pezzi di una globalizzazione economica pesantemente provata dalla crisi internazionale del 2008 e dalla crisi del debito sovrano in Europa.


A cura della Redazione


Nonostante il numero si focalizzi in gran parte sulle principali aree integrate al di fuori dell’Occidente, gli spunti di riflessione sono in realtà rivolti principalmente all’Europa. L’ascesa al governo della prima coalizione euroscettica o, per meglio dire, eurocritica, nell’Europa dei Paesi fondatori, sta mettendo in discussione regole ed equilibri oliati e consolidati da tempo, tuttavia vissuti con insofferenza dai cittadini che, non solo in Italia, stanno spostando massicciamente i propri consensi verso forze politiche fortemente contrapposte al cosiddetto establishment europeo.

Se è vero che la Brexit, prima, e l’affermazione di Donald Trump, poi, hanno esplicitamente gettato benzina sul fuoco della crisi europea, è altrettanto vero che le fiamme erano già accese da qualche anno, a cominciare dal periodo infernale attraversato dalla Grecia dopo il 2011 per arrivare sino agli attacchi terroristici di matrice islamista nel Nord Europa del biennio 2015-2016.

Le prossime elezioni per il rinnovo dell’Europarlamento si preannunciano come una probabile resa dei conti tra europeisti ed euroscettici/eurocritici, lasciando intendere che saranno proprio questi ultimi ad avere la meglio grazie al voto di protesta, anche nei Paesi settentrionali del Continente. Gli squilibri tra Nord e Sud, l’eccesso di rigore sui conti pubblici, e dunque i tagli a vari servizi pubblici o alle politiche sociali, una scellerata gestione dei flussi migratori, il freno a mano tirato di fronte ai piani di armonizzazione fiscale, le difficoltà nella determinazione di un’azione esterna condivisa, capace di rappresentare effettivamente gli interessi dei cittadini e delle imprese, e così via: insomma, i problemi a Bruxelles sono tanti.

Tuttavia, l’idea di Europa e l’insieme di norme, regole e valori costruito negli ultimi sessantuno anni, potrebbero essere molto meno a rischio di quanto si pensa. In epoca di globalizzazione economica e multipolarismo, infatti, l’integrazione regionale rappresenta una scelta quasi obbligata per tutti quei Paesi che, pur forti e avanzati, da soli non riuscirebbero – per dimensioni geografiche, dunque politiche ed economiche – a reggere l’urto di una competizione sempre più serrata. Insomma, anziché scomparire, l’Unione Europea, più realisticamente, potrebbe fare ingresso in una profonda fase di riforma.

In che modo? Anzitutto, imparando a conoscere ciò che avviene al di fuori dei suoi confini, in quei mondi da esplorare, spesso sconosciuti, o quasi, all’opinione pubblica europea per effetto di un grave deficit di informazione. I media generalisti, infatti, continuano a concentrarsi insistentemente, e a volte quasi morbosamente, sui problemi interni ai propri Paesi di appartenenza o all’Unione Europea, marginalizzando – se non ignorando completamente – i grandi cambiamenti in atto nel resto del mondo. A colmare questo gap c’è ormai da tempo la rete, dove però il lettore è solo di fronte ad una mole gigantesca di informazioni, che spesso non è in grado di selezionare adeguatamente.

In riferimento a tutto questo ed altro ancora, Gli altri mondi da esplorare cerca di fornire, nel suo piccolo, qualche spunto di risposta. Ad una carrellata storica e analitica sulle principali organizzazioni regionali a proiezione continentale o subcontinentale, quali l’ASEAN, il Mercosur, l’Unione Economica Eurasiatica e l’Unione Africana, segue una serie di riflessioni sugli orientamenti in tema di integrazione e libero scambio assunti dalle grandi potenze economiche – Cina, Stati Uniti ed Europa – per poi concludere con due interviste esclusive: una a S.E. Ow Chio Kiat, Ambasciatore della Repubblica di Singapore in Italia, con cui abbiamo affrontato i temi dell’integrazione nel Sud-est asiatico; e l’altra ad Igor Karavaev, Rappresentante Commerciale della Federazione Russa in Italia, che ci ha spiegato il ruolo della Russia e le dinamiche dell’Unione Economica Eurasiatica.


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