Pitti Uomo 93 si fa cinema. Cresce ancora il menswear italiano: +2,1% nel 2017, all’estero il 65% del fatturato

di Maria Cristina La Rosa

FIRENZE – Pitti Uomo 93 si trasforma in una sala cinematografica, Pitti Live Movie, ed ogni sezione della fiera, pensata dal direttore creativo Sergio Colantuoni, corrisponde ad un genere cinematografico diverso: dai film d’avventura a quelli d’azione, fino ai thriller.
La scelta di questo tema è nata dalla volontà di celebrare il forte legame che ha da sempre contraddistinto il rapporto tra cinema e moda. Agostino Poletti, direttore di Pitti Immagine, ha affermato a riguardo: «Ogni edizione di Pitti Uomo è sempre un grande film sulla moda che ha per protagonisti marchi, aziende, buyers, giornalisti, influencer e visitatori da tutto il mondo, ma stavolta trasformiamo il salone in una rassegna cinematografica. Sarà come partecipare ad un grande festival di cinema, che racconta in modo unico e coinvolgente le sue sezioni al pubblico internazionale».
Ben 1.243 marchi presenti, di cui 541 stranieri, e 227 tra abituali espositori e nuovi nomi. Molto alta la percentuale di presenze straniere tra buyers, visitatori, espositori ma anche designer. In particolare, sono state due le nazioni protagoniste degli eventi: la Finlandia e la Corea del Sud.
Grazie ad una collaborazione tra Fondazione Pitti Immagine Discovery e Korea Creative Content Agency, erano presenti in fiera molti designer sudcoreani, tra cui i gli attesissimi Beyond Closet, che ha presentato la collezione Beautiful B People, e Bmuet (te), brand creato dai designer Sek Byeong Mun e Eom Jina, che ha presentato la collezione 2018. I due show erano inquadrati all’interno dell’evento Concept Korea, un progetto dedicato alla promozione del mondo coreano nel panorama della moda, come traino per incrementarne la presenza sul mercato occidentale. La Finlandia, scelta come guest nation dalla Fondazione Pitti Immagine Discovery, decide di portare a Pitti 93 alcuni dei nomi di punta del menswear Paese scandinavo. Erano stati selezionati otto brand per presentare le loro collezioni alla Fortezza da Basso, nell’aria dello Spazio Carra. Tra questi, Saint Vacant, Teemu Muurimäki x Formal Friday, Ikla Wright x Turo, Mannisto, Rolf Ekroth, Turo, Maria Korkeila x R- Collection.
Un altro evento degno di nota, stavolta tutto italiano, è stata l’inaugurazione del nuovo spazio Gucci Garden ad opera di Alessandro Michele e a cura di Maria Luisa Frisa, all’interno dello storico Palazzo della Mercanzia di Firenze. Lo spazio si suddivide in tre parti: una boutique con articoli unici, il Ristorante Gucci Osteria da Massimo Bottura e l’area espositiva Gucci Garden Galleria.
Passando ai numeri, l’estero si conferma un importante crocevia per la moda-uomo Made in Italy che, secondo le stime di SMI, a fine 2017 ha toccato i 9,2 miliardi di euro di fatturato, in crescita del 2,1% rispetto al 2016. Le esportazioni assorbono il 65% del totale e nell’anno che si è appena chiuso hanno messo a segno un +3%. Merito di un’Europa dinamica, con export in aumento verso Germania e Spagna, ma anche delle performance positive in Gran Bretagna, Cina e Russia. Gli occhi delle aziende italiane sono puntati anche sugli Stati Uniti, sebbene abbiano deluso per il secondo anno consecutivo. I dati di affluenza al Pitti Uomo 93 evidenziano un aumento pari al 2,5% del numero di compratori presenti rispetto alla scorsa edizione (gennaio 2017), confermando l’appuntamento fiorentino come una tappa irrinunciabile per i lavoratori del settore, i designer emergenti stranieri ed il Made in Italy.


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