In arrivo il nuovo numero di Scenari Internazionali dedicato alla regione Asia-Pacifico


È in pubblicazione il 15° numero di Scenari Internazionali (novembre 2019 – gennaio 2020). La nuova uscita è interamente dedicata alla regione Asia-Pacifico, un’area del pianeta che sta vivendo imponenti trasformazioni e sviluppi, preparandosi a diventare nuova economia-mondo di questo secolo. Il numero compie una carrellata di approfondimenti sui vari attori regionali, focalizzandosi poi sui due corridoi oceanici (pacifico ed artico) e proponendo infine tre preziose interviste esclusive agli Ambasciatori di Cina, Australia e Nuova Zelanda.


A cura della Redazione


Verso una nuova economia-mondo. È questo il titolo del nuovo numero di Scenari Internazionali, in uscita in questo primo scorcio di Febbraio 2020. La pubblicazione svolge una panoramica su quella che si appresta a diventare la più importante regione economica del pianeta. Malgrado la recente scelta dell’India di sospendere la sua adesione, il Partenariato Economico Regionale Globale (RCEP – Regional Comprehensive Economic Partnership) darà vita alla più grande area di libero scambio mai vista prima.

© Scenari Internazionali
Ad oltre sette anni dall’avvio dei primi negoziati, la RCEP, prossima alla ratifica durante questo 2020, faciliterà commerci e investimenti in un’area del pianeta che ingloba 15 Paesi, 2,24 miliardi di abitanti e circa il 30% del PIL mondiale. Se l’India dovesse infine tornare sui propri passi, i numeri non faranno che lievitare: 16 Paesi, 3,6 miliardi di abitanti e il 39% del PIL mondiale.

Nel frattempo, Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia, Nuova Zelanda e i dieci Paesi membri dell’ASEAN – Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Singapore, Thailandia e Vietnam – sono già pronti a ratificare il mega-accordo compiendo un grande significativo passo verso la creazione di un nuovo potente baricentro dell’economia mondiale.

Destinato ad aggiornarsi e trasformarsi pare anche il concetto di economia-mondo, coniato nel Novecento da Fernand Braudel, che dedicò la sua vita professionale allo studio e alla riscrittura della storia del Mediterraneo secondo nuove chiavi interpretative. Se, infatti, le diseguaglianze geografiche, sociali e tecnologiche erano strutturali e perfino funzionali nell’ottica dello storico francese, oggi l’idea dell’esistenza di disparità viene universalmente rifiutata in un pianeta che, pur continuando ancora a produrne, per la prima volta nella storia dell’uomo ha imposto a sé stesso una serie di regole su scala globale finalizzate al raggiungimento della sostenibilità.

I 17 obiettivi generali e i 169 target contenuti all’interno dell’Agenda 2030 cotituiscono un passaggio fondamentale che vede le leadership, con pochissime eccezioni, riconoscere la necessità di mettere in discussione molti dei meccanismi più impattanti del capitalismo. Certo, gli equilibri del futuro non saranno indifferenti alle diverse dimensioni demografiche e territoriali degli attori coinvolti ma lo sviluppo tecnologico, l’innovazione e la digitalizzazione sono in grado – e lo saranno ancor più in futuro – di colmare distanze, non solo spaziali, ritenute insormontabili fino a qualche decennio fa. La regione Asia-Pacifico – con i suoi tanti protagonisti, i suoi mari aperti e la sua forte eterogeneità politica, sociale e culturale – sarà dunque chiamata ad una doppia sfida.




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