Kazakhstan. Il giacimento di Kashagan invia finalmente i primi barili

di Zhazira Dyussembekova

ASTANA – Il Consorzio Petrolifero del Caspio (CPC) ha ricevuto i suoi primi barili di petrolio dal giacimento off-shore di Kashagan, tornato in funzione dopo tre anni di sospensione. Entro la fine dell’anno, il Consorzio dovrebbe immagazzinare 1 milione di tonnellate provenienti da Kashagan, secondo il sito Kapital.kz.

«Al momento riceviamo oltre 10.000 tonnellate al giorno e prevediamo che tali volumi aumenteranno. La necessaria capacità di avanzamento nel sistema di oleodotti è già stata rapidamente messa a regime e siamo pronti a soddisfare tutte le richieste dei nostri azionisti», ha affermato il direttore generale del CPC Nikolaj Gorban.

Il prossimo anno, il CPC prevede di riuscire a trasportate 12 milioni di tonnellate di petrolio dal giacimento di Kashagan.

Nel 2017, il Consorzio, che già nel 2001 aveva connesso l’altro grande giacimento on-shore kazako di Tengiz al porto russo sul Mar Nero di Novorossijsk, porterà a compimento il proprio Piano di Espansione aumentando la sua capacità produttiva sino al volume complessivo di 67 milioni di tonnellate all’anno, di cui 56 milioni provenienti dai produttori kazaki e 11 milioni da quelli russi.

Lo scorso 14 ottobre, il Ministero per l’Energia del Kazakhstan ha annunciato il suo primo invio di petrolio dal sito di Kashagan attraverso il sistema di oleodotti del CPC.

Lo stesso giorno, il Ministero ha comunicato che 18.800 tonnellate di petrolio erano state destinate al sistema di condutture della KazTransOil mentre 22,8 milioni di metri cubi di gas al sistema di condutture della Intergas Central Asia.

La stabilizzazione del flusso produttivo di Kashagan richiederà ancora un po’ di tempo, almeno fino a quando l’apparecchiatura per i complessi off-shore e terrestri non sarà disponibile ed i test delle strumentazioni e dei sistemi di controllo automatici per i processi tecnologici non saranno completati, ha precisato una nota del Ministero per l’Energia.

Lo scorso 12 ottobre, durante un question time al Majilis (Camera bassa del Parlamento) – occasione in cui i ministri presentano le proprie attività e rispondono ai quesiti posti dai deputati – il ministro per l’Energia kazako Kanat Bozumbayev ha annunciato che l’estrazione petrolifera è di nuovo a regime.

«Posso dirvi che a Kashagan ogni cosa è al suo posto, tutto funziona bene. L’estrazione è cominciata e stamattina ho controllato personalmente: quattro pozzi erano attivi e pompavano circa 90.000 barili al giorno», ha sostenuto, aggiungendo che anche la nuova raffineria di Bolashak ha avviato le operazioni.

Lo sviluppo di Kashagan prenderà corpo in diverse fasi. Questa è la prima fase, mentre le seguenti sono ancora in via di pianificazione.

Il giacimento di Kashagan rappresenta una delle più grandi scoperte petrolifere degli ultimi quaranta anni e le sue riserve sono stimate all’incirca tra i 9 e i 13 miliardi di barili. Tuttavia, il petrolio che esso contiene non è facile da raggiungere, poiché è accumulato in una porzione del Mar Caspio molto fredda, poco profonda e delicata dal punto di vista ambientale. Proprio per la sua peculiare linea di progettazione e per le soluzioni logistiche che questa ha imposto, Kashagan è ritenuto il progetto industriale petrolifero più complesso al mondo.

La North Caspian Operating Company è l’operatore autorizzato a Kashagan. Le sue quote sono possedute da Agip Caspian Sea B.V. (16,807%), CNPC Kazakhstan B.V. (8,333%), ExxonMobil Kazakhstan Inc. (16,807%), INPEX North Caspian Sea, Ltd. (7,563%), KMG Kashagan B.V. (16,877%), Shell Kazakhstan Development B.V. (16,807%) e Total E&P Kazakhstan (16,807%).

 

Traduzione a cura della Redazione

Fonte in lingua originale:
http://astanatimes.com/2016/10/kashagan-ships-first-oil-finally/

 

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