Kazakhstan. Tokayev prepara le riforme post-crisi: concorrenza, trasparenza, giustizia e fiscalità



A cura della Redazione


Dopo le violenze e i disordini scoppiati circa tre settimane fa in Kazakhstan, tanto gravi da richiedere l’intervento delle forze di intervento dell’Organizzazione del Trattato per la Sicurezza Collettiva (CSTO) nel Paese centrasiatico, la situazione sta progressivamente tornando alla normalità.

Stamattina, durante un vertice tenutosi a Nur-Sultan, il presidente Kassym-Jomart Tokayev ha esortato gli imprenditori a lavorare con il governo per costruire una nuova politica economica, come comunica l’agenzia Akorda.kz, citata dal The Astana Times.

Secondo quanto affermato da Tokayev, un’interazione costruttiva tra governo e imprese costituisce solide fondamenta per la stabilità sociale e garantisce importanti condizioni per l’attuazione delle riforme economiche e politiche, in un momento in cui le istituzioni annunciano l’edificazione di «uno Stato che ascolta» e che «prende in considerazione tutte le proposte costruttive da parte delle imprese».

L’architettura di riforme che il presidente kazako ha in mente poggia su una serie di pilastri: competizione equa e leale, trasparenza e prevedibilità delle politiche statali, legalità fiscale e responsabilità sociale sono così destinate ad assurgere a principali elementi di una nuova politica economica.

«Sono convinto che gli imprenditori siano interessati alla piena applicazione delle riforme socio-economiche», ha poi aggiunto Tokayev, in carica dal marzo 2019, quando assunse l’incarico dal dimissionario Nursultan Nazarbayev, per poi essere confermato alle elezioni presidenziali tre mesi più tardi, con il 70,96% dei consensi.

Spiegando la sua intenzione di proseguire la politica di transizione verso un’economia di mercato, socialmente orientata e diversificata, Tokayev ha annunciato la prossima creazione di un Consiglio Nazionale degli Imprenditori: «Sarà una delle aree coinvolte dalle riforme socio-economiche. I leader imprenditoriali possono prendere parte a questo gruppo di lavoro. I pacchetti e le proposte approntati fungeranno da base per il programma di medio periodo della nuova politica economica».

Tra i principali elementi della nuova politica economica, Tokayev ha messo al primo posto l’inviolabilità della proprietà privata attraverso un ruolo di maggior garanzia esercitato da corti trasparenti, che coinvolgano nuove figure di esperti, come già accaduto con il neo-eletto Collegio Giudiziario della Suprema Corte per i Casi Amministrativi.

In secondo luogo, il clima per le imprese, ambito nel quale il governo si impegna a rispettare tutti gli obblighi nei confronti degli investitori. Al terzo posto, una competizione equa e la necessità di «indagare i monopoli artificiali» che, secondo il presidente, dovrebbero essere proibiti per legge. Infine, una nuova politica fiscale, giudicata essenziale al pari delle riforme nel sistema degli appalti.

Tra le linee-guida fissate oggi c’è spazio anche per la riforma del settore para-pubblico, dove operano 6.500 entità, che danno vita ad una partecipazione, ritenuta eccessiva, dello Stato nelle attività produttive del Paese. Ridurre e semplificare sembrano dunque le parole-chiave con cui Tokayev intende ristrutturare l’economia kazaka, ricordando gli oltre 2.500 casi di reclamo presentati lo scorso anno da imprenditori che erano stati puniti dalle autorità.




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