Kenya. Safaricom vuole acquisire i diritti di M-Pesa da Vodafone per $13,4 mln


Lanciato nel 2007 da Safaricom, operatore keniota delle telecomunicazioni, M-Pesa è ormai da dodici anni il servizio di trasferimento di denaro mobile più utilizzato in Kenya e Tanzania, capace negli anni di espandersi non solo in Paesi del Continente come Ghana, Congo, Egitto, Mozambico e Lesotho, ma anche al di fuori dell’Africa, in India, Afghanistan, Romania e Albania. Supportata dal colosso britannico Vodafone, Safaricom, assieme alla società madre, la sudafricana Vodacom, vuole ora acquisire i diritti del servizio non solo per poter investire più risorse in ricerca e in altre aree di attività (e-commerce e agribusiness), ma anche e soprattutto per determinare in prima linea la strategia di sviluppo della stessa M-Pesa.


di Brian Ngugi
[Business Daily Africa]



Safaricom e la sua società madre sudafricana, Vodacom, progettano di entrare in trattative con la britannica Vodafone per acquisire i diritti del servizio di mobile money transfer M-Pesa, per un affare dal valore stimato di 1,3 miliardi di scellini kenioti (13,4 milioni di dollari). L’amministratore delegato dell’azienda di telecomunicazioni, Bob Collymore, che giovedì ha annunciato l’estensione del suo mandato per un altro anno ancora, ha affermato all’agenzia Reuters che l’acquisto dei diritti di M-Pesa genererà importanti risparmi nelle royalty pagate a Vodafone e permetterà di estendere il servizio di denaro mobile a nuovi mercati africani.

Safaricom versa a Vodafone il 2% delle sue entrate annuali da M-Pesa. Alla chiusura dell’anno finanziario, nel marzo scorso, l’introito generato da M-Pesa in Safaricom ammontava a 75 miliardi di scellini (741 milioni di dollari). Vodacom, operatore tlc sudafricano che possiede il 35% di Safaricom, deve invece a Vodafone il 5% del suo giro d’affari su M-Pesa, concentrato principalmente in Tanzania, per i diritti di proprietà intellettuale. Vodafone possiede una quota del 5% in Safaricom, mentre il governo di Nairobi controlla il 35% della società.

«Più importante dei notevoli risparmi è per noi determinare il futuro e la strategia di M-Pesa perché al momento questa è delineata da Vodafone», ha affermato Collymore ai microfoni di Reuters. Come anticipato, il suo mandato, che sarebbe dovuto terminare nel prossimo agosto, è stato prorogato per un altro anno sino all’agosto 2020. Secondo quanto sostenuto dallo stesso CEO dell’azienda kenyota, l’estensione gli consentirà di rimediare ai nove mesi di assenza dell’anno scorso per ragioni di salute.

«Devo all’azienda circa un anno di servizio perché sono stato malato per un anno, dunque ho esteso il mandato per un altro anno. Sarò qui sino al 2020 per continuare a servire con fiducia l’azienda e il Paese», ha detto Collymore rispondendo alle domande della stampa a margine dell’Africa Shared Value Summit di Nairobi.

L’estensione è vista come un margine necessario a Safaricom per designare il suo successore. La quotazione azionaria di Safaricom ieri è rimasta sostanzialmente invariata a seguito delle notizie sull’allungamento del mandato di Collymore, con il valore in leggero aumento. Il titolo ha chiuso a 26,15 scellini nella giornata di ieri, in aumento dello 0,19% rispetto ai 26,1 scellini segnato alla chiusura degli scambi di mercoledì.

Oltre che dell’estensione del mandato, Collymore ha parlato anche della sua intenzione di concentrarsi sull’area e-commerce dell’azienda, che – ha notato – non è stata performante come ci si attendeva, e di rafforzare l’unità dedicata all’agribusiness. «Nei prossimi dodici mesi della mia amministrazione, vogliamo migliorare l’e-commerce ed ingrandire l’agribusiness, uno dei settori più redditizi del Paese», ha affermato Collymore.

I profitti netti di Safaricom sono cresciuti del 14,7%, sino a quota 63,4 miliardi di scellini nell’anno finanziario conclusosi nel marzo scorso, trainato dall’ottima performance di M-Pesa e dei dati mobili, segnando il settimo anno consecutivo di crescita. Questo è il trend ha marchiato la seconda estensione di mandato di Collymore alla guida di Safaricom.

Sessantuno anni, cittadino britannico per passaporto ma guyanese di nascita, Bob Collymore ha preso in mano le redini di Safaricom nel 2010 per un mandato di tre anni dopo che l’AD e fondatore Michael Joseph si era dimesso. Si è visto rinnovare il contratto per altri tre anni, prevedendo così di completare il suo mandato nell’agosto 2016, quando però fu riconfermato per altri due anni sino all’agosto 2018. La prima estensione è stata vista come una scelta aziendale orientata alla stabilita piuttosto che al cambiamento, dal momento che Safaricom navigava in acque agitate dal punto di vista dell’ambiente operativo, adottando regole in trasformazione.

Gli analisti di Citi hanno previsto che le entrate di Safaricom potrebbero affrontare venti contrari provenienti da una crescita contenuta del settore privato e dal lancio di nuovi prodotti di pagamento mobile in mezzo ad una proposta di regolazione dei prezzi al consumo nel settore delle telecomunicazioni. Anche in questo caso, tuttavia, il settore resterebbe redditizio. Il successo dell’azienda è stato costruito sull’innovazione e su uno scaltro marketing che le ha permesso di conquistare una quota di mercato dominante nei servizi vocali, SMS, dati e mobile money, mentre i competitori tentano di attrarre clienti con prezzi più economici.

Collymore si è sottoposto a cure mediche nell’ottobre del 2017 per ricevere trattamenti specialisitici ed è tornato in ufficio ad agosto dello scorso anno dopo nove mesi di cure, rivelando di aver sconfitto una leucemia mieloide acuta, un genere di tumore che inibisce la produzione di globuli bianchi. La malattia, da allora, è andata in remissione, ha detto Collymore al suo ritorno.

Durante la sua assenza, il CFO di Safaricom Sateesh Kamath aveva assunto un ruolo preminente per sostituire quello del CEO, con l’aiuto di Joseph Ogutu, responsabile per la strategia e l’innovazione dell’azienda. Secondo quanto comunicato da Safaricom, Ogutu avrebbe preso in carico la guida delle operazioni aziendali giorno per giorno sino al ritorno di Collymore.




Traduzione a cura della Redazione
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