Lavoro. Servirà una rivoluzione delle competenze, Ankara pensa già a come ridurne il divario


Si è concluso oggi, dopo quattro giorni di dibattiti in videoconferenza, il Jobs Reset Summit del Forum Economico Mondiale. A distanza di oltre dieci mesi dal lancio di un’iniziativa del Forum sulla formazione e riqualificazione delle competenze, l’evento, stavolta pensato in pieno contesto pandemico, ha virtualmente riunito più di 1.000 leader visionari, di oltre 100 Paesi diversi, provenienti dal mondo dell’impresa, dalle organizzazioni internazionali, dai governi, dalla società civile e dai media per dare forma ad una nuova agenda in materia di crescita, lavoro, competenze ed uguaglianza. Quest’anno, tra i governi maggiormente coinvolti c’è quello turco, intervenuto per l’occasione con alcuni ministri, che hanno illustrato interessanti novità.


A cura della Redazione


GINEVRA – «Si è molto discusso durante gli ultimi anni ma si è agito molto, molto poco» in tema di formazione, riqualificazione e aggiornamento, secondo quanto osserva Alain Dehaze, CEO del gruppo svizzero Adecco, nel corso di una sessione sulla trasformazione della formazione, delle qualifiche e dell’apprendimento continuo al Jobs Reset Summit del Forum Economico Mondiale, aggiungendo che «gli sforzi devono coinvolgere una serie di parti in causa perché riqualificare, aggiornare e formare non sono soltanto una questione individuale o un problema di business o ancora un’esigenza dei governi».

L’Autorità Nazionale Palestinese ha lanciato un rinnovato piano finalizzato dalla «riabilitazione dei laureati» attraverso l’imprenditoria, ha sottolineato Mohammad Ibrahim Shtayyeh, primo ministro palestinese. Molti laureati si son ritrovati disoccupati perché i loro titoli di studio non gli avevano fornito competenze spendibili sul mercato. «Stiamo insegnando loro a diventare programmatori e abbiamo introdotto altri corsi di perfezionamento professionale», ha aggiunto il primo ministro. «Gli studenti dovrebbero smetterla di affidarsi ad un posto di lavoro nel settore privato o nella pubblica amministrazione. Vorrei che fossero autonomi».

«Sono veramente lieto di ascoltare un leader nazionale capace di riconoscere il fatto che la formazione imprenditoriale è una priorità ed è qualcosa che può essere insegnato», ha reagito Asheesh Advani, presidente e CEO di JA Worldwide (Stati Uniti).

Lynda Gratton, docente di pratica manageriale presso la London Business School, nel Regno Unito, si è detta d’accordo, aggiungendo che gli sforzi compiuti per accelerare i passi in avanti nell’istruzione, nella formazione, nella riqualificazione e nell’aggiornamento dovrebbero convergere verso uno sforzo comune ed inclusivo: «Altrimenti, nel giro di dieci anni, non avremo le persone giuste nei giusti posti di lavoro». La Gratton ha inoltre notato che simili sforzi dovrebbero «sfruttare la tecnologia» e che c’è bisogno di stabilire ed individuare nuove credenziali per raggiungere le competenze emergenti.

L’inclusività dovrebbe estendersi al di là della diversità «fino a comprendere giovani ragazzi e ragazze che stanno crescendo in tutto il mondo», ha suggerito Mariéme Jamme, fondatrice e CEO della britannica iamtheCODE. «Il punto di partenza oggi è assicurare che i loro diritti umani siano rispettati», per poi dare loro gli strumenti di cui hanno bisogno sul luogo di lavoro.

«Ciò che i ragazzi del giorno d’oggi vogliono imparare di più è legato a cose quali la programmazione e la scienza informatica», ha osservato Hadi Partovi, fondatore e CEO di Code.org (Stati Uniti). «L’informatica e l’imprenditorialità non sono soltanto le competenze di cui gli studenti hanno bisogno ma anche le cose che desiderano di più».

Tra le iniziative presentate al summit, i rappresentanti del governo turco hanno annunciato il lancio di un Programma di Accelerazione per la Riduzione del Divario nelle Competenze, mettendo assieme dieci Paesi attraverso la piattaforma del Forum dedicata all’applicazione di una struttura analoga, finalizzata ad aggiornare in tempi stretti la rispettiva forza-lavoro.

«ll rapido progresso tecnologico, la globalizzazione ed ora l’emergenza Covid19 stanno rivoluzionando il nostro modo di lavorare. Ci sarà un nuovo insieme di competenze che dovranno essere adattate e coltivate. Come decisori politici, abbiamo l’obbligo di garantire una transizione morbida ed equanime, che funzioni per tutti. Confido che la Rete di Accelerazione rafforzerà ulteriormente la collaborazione tra le nazioni nell’ambito dell’economia reale. La Turchia è pronta a cogliere le opportunità della fase di nuova normalità con la sua demografia favorevole e la sua forza-lavoro qualificata e flessibile». A dirlo è stato Mustafa Varank, ministro dell’Industria e della Tecnologia del governo guidato dal presidente Recep Tayyip Erdoğan.

Il ministro dell’Istruzione Ziya Selçuk ha invece affermato: «In un mondo dove l’informazione e la tecnologia stanno rapidamente cambiando, la tecnologia ha guadagnato un grande slancio, diventando la nuova normalità della nostra vita quotidiana durante l’avanzare della pandemia. Questo rapido slancio ha reso inevitabile integrare nuove competenze nelle nostre vite. Tale trasformazione delle competenze avverrà in presenza di una formazione qualificata ed in questo contesto tutti, dalle istituzioni pubbliche alle organizzazioni non governative, hanno un grande onere. Credo che il Programma di Accelerazione della Riduzione del Divario nelle Competenze giocherà un ruolo importante nel consolidamento della cooperazione all’interno del processo di nuova normalità e nell’attivazione della capacità di imparare insieme».

«Adottando un approccio trasformativo rispetto ad una forza-lavoro orientata all’industria e sfruttando la finestra di opportunità demografica, il Ministero della Famiglia, del Lavoro e dei Servizi Sociali si sta impegnando nel preparare la Turchia ad adeguarsi alle esigenze e alle sfide del futuro mercato del lavoro. Con l’idea di non lasciare nessuno indietro miglioreremo l’utilizzo della tecnologia, garantiremo luoghi di lavoro più produttivi e sicuri per le nuove tipologie professionali emergenti, e miglioreremo le competenze digitali dei nostri lavoratori nel quadro della concertazione». È quanto ha infine indicato il ministro competente Zehra Zümrüt Selçuk.



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