Milano Moda, edizione insolita ma ricca di tendenze per l’Autunno-Inverno 2020/21


di Mariacristina La Rosa


MILANO – Un epilogo non consueto quello della Milano Fashion Week di quest’anno. La settimana dal 18 al 24 febbraio è stata segnata dall’assenza fisica di tre brand, Angel Chen, Ricostru e Hui, impossibilitati a completare la loro collezione per la chiusura forzata delle fabbriche, buyers e stampa cinesi dovuta all’espandersi dell’emergenza coronavirus.

La Camera Nazionale della Moda, che ha organizzato nei minimi particolari le giornate in questione, ha pensato anche a questo. Nello specifico ha lanciato la campagna China, we are with you per mostrare vicinanza e non escludere gli appassionati cinesi dalla settimana meneghina del fashion permettendo loro di acquistare, recensire, visionare la moda italiana che tanto amano. Grazie a questa piattaforma, il pubblico del Paese asiatico ha così avuto la possibilità di guardare in streaming sfilate, interviste agli stilisti ed il backstage, registrando oltre 16 milioni di utenti connessi.

Milano Moda Donna ha previsto un totale di 188 appuntamenti suddivisi in 56 sfilate, 96 presentazioni, 2 presentazioni su appuntamento e 34 eventi in calendario, di cui 27 eventi moda e 7 eventi culturali moda. Un calendario davvero ricco e stimolante per gli addetti ai lavori. Il 18 febbraio ha visto il primo evento con lo special fashion show del designer cinese Han Wen per proseguire dal giorno dopo con tante sfilate a ritmi serratissimi. Quali le principali tendenze che abbiamo visto in passerella?

I look presentati per la prossima stagione invernale delineano una donna contemporanea forte e sicura di se. Una donna che ama osare e indossare capi presi dall’armadio maschile. Come le lunghe camicie azzurre da uomo viste da Tod’s e N.21 o le cravatte da Dolce&Gabbana, Prada e Versace. Questo gioco tra femminilità e mascolinità è ancor di più sottolineato dalla presenza costante dei tailleurs completi di giacca a mono o doppio petto, pantaloni dal taglio sartoriale e spesso anche con il gilet o addirittura lo smoking dai petti lucidi scelto da Etro ed indossato dalla top-model Irina Shayk. Tutti i brand fanno in modo di includerlo nelle loro collezioni per elogiare la nuova condizione della donna, perfettamente al pari dell’uomo, da business woman. L’androginia è la parola d’ordine del prossimo autunno-inverno.

La tendenza, invece, che continua ad andare per la maggiore riguarda i volumi oversize dei capispalla. Le modelle sembrano indossare cappotti, bomber non della loro taglia ma di almeno una in più con l’aggiunta di cinture che chiudono il capospalla e delineano il punto vita, dando un contraccolpo all’over di maniche e spalle. Ricorre, anche in questo caso, il mix tra uomo e donna.

Si riconfermano must have il velluto classico da Giorgio Armani ed Emporio e novità per Philosophy e Max Mara, oltre le stampa Tartan, Pied de poule e animalier che abbiamo visto da Ermanno Scervino, Marco De Vincenzo e Salvatore Ferragamo. Menzioniamo anche l’ecopelle come uno dei tessuti principe sfilati su catwalks di Alberta Ferretti e Fendi. Eppure parliamo sempre di Moda Donna e quindi di elementi femminili come volant, rouches, tulle, tessuti lamè e le protagoniste indiscusse dell’Autunno Inverno 2020-21: le frange. Dalle fasce larghe alle più strette, a cui siamo abituati, cadono da vestiti, gonne longuette, bluse e persino dai cappotti o in un total look. Per le sera sono impreziosite da perline e cristalli. Focus retrò anni 20’-30’, che ci ricorda lo stile Charleston e il grande Gatsby. Le frange faranno la differenza!

Tra gli show da segnalare, il racconto cinematografico della stilista Francesca Liberatore. Nella sala grande del Cinema Odeon sono andati in scena i tre momenti della mutazione del personaggio e l’evoluzione del vestire. Luci spente e un video in proiezione comincia a far vedere la collezione, con starring J-Kolombina-R, pian piano le modelle compaiono invadendo la platea, generando complicità con l’audience. La stilista è famosa per le sue sfilate in location particolari ed anche questa volta non ha deluso le aspettative del suo pubblico.

L’idillio delle corse da uno show all’altro si è interrotto, quando lo stilista Giorgio Armani nel cuore della notte ha deciso di comunicare, tramite i suoi social, che la sua sfilata prevista per domenica 23 febbraio, sarebbe avvenuta a porte chiuse, registrandola e trasmettendola sul sito ufficiale del brand e sui canali social. Decisione, ponderata e presa per non esporre ad alcuni rischio di contagio i suoi ospiti. Scelta replicata anche da Lavinia Biagiotti e Moncler, che ha cancellato il suo evento Genius aperto al pubblico così come il cocktail party di Michael Kors. Il giorno successivo sono stati direttamente annullati gli ultimi due fashion show di Atsushi Nakashima e Alexandra Moura.

Una situazione davvero particolare per una delle capitali della moda mondiale. Milano è abituata a ben altro ma le precauzioni in questi casi non sono mai troppe. Così è calato il sipario sulla settimana della moda milanese. L’evento ha registrato chiaramente un calo delle presenze, circa l’80% del traffico dei turisti cinesi e non solo. Il presidente di Camera Moda, Carlo Capasa, a proposito del coronavirus, afferma: «Uno scenario intermedio che determinerebbe una contrazione del fatturato dell’industria moda italiana tra -1,5% e 2,5% rispetto al primo semestre 2019 causata da un calo dell’export fra -0,5% e -1%. In Italia, la moda vale 71,7 miliardi di euro, è un settore trainante e soprattutto è in continua crescita: il 2019 che si è appena concluso è andato meglio del previsto con un fatturato di circa 90 miliardi e una crescita del solo export del 6%, di cui +5,6% solo in Cina. Tutto lasciava sperare per il 2020 in una crescita al 3%, ma le cose stanno già cambiando».

C’è timore per la diminuzione di clientela ed il conseguente calo del fatturato. Già qualche segnale negativo si è avuto con una perdita dell’1,8% nel trimestre. Il gruppo LVMH, a febbraio, che ingloba oltre 70 marchi (tra cui Christian Dior, Bulgari, Fendi e Céline), ha perso in borsa circa il 7%, Kering il 5%, Moncler oltre il 7% e Burberry il 5%. Altri eventi in programma nei prossimi mesi sono stati rimandati a fine maggio-inizio giugno, come la fiera Mido dedicata all’eyewear, il Cosmoproof di Bologna ed il Salone del Mobile che diventa, a questo punto, concomitante con Pitti Uomo e Milano Moda Uomo.




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