Moda. La quattro-giorni fiorentina di Pitti Uomo rilancia il Made in Italy

Dal 13 al 16 giugno, presso la Fortezza da Basso di Firenze si è svolta una tra le manifestazioni più importanti del sistema moda, ossia l’edizione Pitti Uomo 92. Da sempre, il Pitti è considerato un concentrato di novità, proposte stilistiche, creatività, internazionalizzazione, incontro di culture diverse e punto di riferimento globale per la dimensione lifestyle e lo scouting di qualità, ed anche l’edizione 2017 non ha deluso le aspettative.

di Mariacristina La Rosa

Anche quest’anno l’affluenza al Pitti Uomo è stata elevata. Si contano più di 30.000 visitatori tra italiani e stranieri, divisi tra buyers, press, bloggers e semplici appassionati di moda. Il Made in Italy si conferma un’eccellenza assoluta nel campo della moda e la voglia di partecipazione a questa manifestazione è sempre tanta. Alla chiusura dell’evento si sono registrati oltre 19.000 compratori: l’estero si conferma sui livelli dell’edizione precedente, mentre l’Italia è in flessione tra l’8 e il 9%. Ad incidere sul caldo della presenza italiana è stato senz’altro anche il grande sciopero dei mezzi pubblici, che ha costretto a modificare la pianificazione di molti appuntamenti previsti nel corso della quattro-giorni.

Durante la conferenza stampa di apertura dell’evento, il Sindaco di Firenze Dario Nardella ha sottolineato l’importanza di simili manifestazioni sul territorio per favorire lo sviluppo economico. In particolare, nel suo discorso il primo cittadino ha esaltato il Belpaese: «Siamo un ecosistema, un’organizzazione con investimenti economici e produttivi che fanno da forza motrice. Noi che siamo chiamati temporaneamente a governare abbiamo una missione: creare un ecosistema pensato per aiutare e sostenere chi crea, chi produce, chi lavora e chi espone in questa città. Questo è il nostro primo obiettivo, che si traduce in alcune priorità come lavorare sulle infrastrutture». «L’ecosistema che si vuole offrire porta fuori una narrazione che parla di moda, arte e cultura – ha aggiunto il Sindaco – Noi siamo pionieri in questo. La moda è la quotidianità, non è più la nicchia. Non vogliamo più vedere un paese depresso e malato. La nostra mentalità vede l’ostruzionismo verso chi ha successo, anziché collaborazione. Noi vogliamo grandi obiettivi».

Alla cerimonia, che si è tenuta nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, hanno partecipato, fra gli altri, il presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana Andrea Cavicchi, il presidente di Pitti Immagine Claudio Marenzi ed il sottosegretario allo Sviluppo Economico Ivan Scalfarotto, secondo cui «fare sistema è l’unica strategia possibile per il commercio e l’industrializzazione, ed il sistema Paese dà un vantaggio competitivo enorme. Il nostro saper fare si deve integrare con la modernità e la creatività ci deve sempre spingere verso la ricerca e l’innovazione».

A questo scopo si è dato valore fondamentale al Made in Italy e alla consapevolezza del talento dei giovani stilisti italiani. In particolare si è decretato il vincitore, Luca Magliano, della 9a edizione di Who is on the next? Uomo. Si tratta di un progetto di scouting organizzato da Fondazione Pitti Immagine Discovery e promosso da Pitti Immagine Uomo, in collaborazione con Altaroma e L’Uomo Vogue.

Fra gli altri appuntamenti importanti, anche il fashion show di Hugo Boss, il lancio delle nuove sneakers di Christian Louboutin, presente per la prima volta a Pitti Uomo, la sflilata di uno tra i nuovi talenti giapponesi, Yoshio Kubo, la prima presentazione in Italia della collezione uomo S/S 2018 di JW Anderson, lo show di Ermenegildo Zegna e l’importante inaugurazione della mostra Museo Effimero della Moda presso la Galleria del Costume a Palazzo Pitti. Al suo interno sono esposti quasi 200 tra abiti e accessori, distribuiti in 18 sale, dei più prestigiosi atelier e sartorie. I pezzi selezionati comprendono il periodo incluso da metà Ottocento fino ai giorni nostri, con alcuni capi della sfilata Gucci Cruise 2018.

Durante la conferenza, sono stati resi noti i dati del Sistema Moda Italia (SMI) per quanto riguarda la moda maschile italiana che ha chiuso l’ultimo esercizio superando i 9 miliardi di euro di fatturato, con un incremento dell’1,2% sul 2015, migliore rispetto alle previsioni dello scorso gennaio, ferme ad una stima dello 0,9%.




UNO SCAMBIO DI CULTURE – Pitti Uomo rappresenta una delle manifestazioni più importanti nel mondo della moda e degli accessori per quanto riguarda l’uomo. Dal 13 al 16 giugno, le strade di Firenze si sono riempite di tendenza e nuove proposte per la stagione 2018. Per cinque giorni, la Fortezza da Basso ha ospitato circa 30.000 visitatori. La fiera si divideva in 15 sezioni che offrivano al visitatore tutto l’universo dell’uomo ed oltre.
di Joanne Estefani Saavedra

Tra i Paesi partecipanti e fedeli all’evento, è possibile stilare una classifica in base alla presenza più imponente: Germania, Giappone, Spagna, Regno Unito, Olanda, Cina, Francia, Svizzera, Turchia, Stati Uniti, Corea del Sud, Belgio, Austria, Portogallo, Russia, Svezia, Grecia, Danimarca, Polonia e Canada.

Ben 1.220 marchi e collezioni di tutto il mondo, dislocate nei 60.000 metri quadrati della Fortezza da Basso, 540 i marchi partecipanti provenienti dall’estero, pari al 44,2% del totale, fornendo un’idea del grado di internazionalizzazione raggiunto dall’evento. In questa occasione, tra l’altro, Pitti Uomo ha dato il benvenuto a 220 nuovi marchi. Passerelle che impongono tendenze e una strada piena di gentlemen che dettano cosa conta e cosa no, stilisti, buyers, artisti e fashion victmis. Quando si arriva a Pitti Uomo si nota il mix di culture già soltanto sentendo parlare i visitatori in molte lingue diverse.

Il 50% dei partecipanti vengono a Pitti Uomo proponendo look che spaziano dal casual allo stravagante. Nonostante i circa 35 gradi di temperatura, era più importante farsi notare, ma soprattutto mostrare al mondo di saper rientrare in quello che potrebe essere definito come fashion world. È per questo che tra gli stand, e nelle occasioni più social, come aperitivi ed eventi, si respirava un’aria molto positiva. Gruppi di africani, fedeli alla loro cultura, si esibivano in danze tradizionali, lo splendore della loro musica coinvolgeva molti passanti, in contrasto con lo stile calmo e distaccato dei giapponesi.

A Pitti Uomo, tuttavia, il fattore più rilevante è ovviamente lo stile italiano, più sofisticato e più capace di attirare l’attenzione dei visitatori, senza negare che molte volte alcuni look confondevano l’eleganza con la stravaganza. La ricetta per essere perfetto al Pitti Uomo sembra essere da un lato quella di rispettare la tradizione e l’eleganza dello stile italiano ma dall’altro quella di valorizzare la propria personalità per essere unici.

Se dovessimo chiederci cos’è Pitti Uomo, potremmo rispondere definendolo nei termini di una scommessa sul futuro, un insieme di novitá e proposte, dei progetti piú rischiosi, ma soprattutto uno scambio di culture.




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