Moda. Pitti Uomo 94, l’evento fiorentino segna ancora un successo: numeri top e profilo sempre più internazionale



di Mariacristina La Rosa


FIRENZE – Dal 12 al 15 giugno si è svolto, come di consueto, a Firenze uno degli appuntamenti più attesi del settore moda uomo, ovvero Pitti Uomo edizione 94. Tanti gli spazi dedicati a preview, fashion show, serate con la presenza di special guest, eventi in città e molto altro ancora. In questi quattro giorni, la città toscana si trasforma, passando dalla tranquillità al caos, dalla quotidianità turistica alla frenesia più totale, attirando moltissima gente in città, sia dall’Italia che dall’estero.

La moda uomo da sempre grida Made in Italy per lo stile, la manifattura e i dettagli dei capi di abbigliamento, attirando una folta presenza straniera dentro la Fortezza da Basso: sia buyer (oltre 20.000 da circa 100 Paesi nel mondo) che giornalisti o semplici visitatori. Da sottolineare è tuttavia la massiccia presenza di espositori stranieri all’interno del salone: si parla di ben 561 unità, pari al 45% del totale. Una scelta – questa – molto importante, che evidenzia anche la grande considerazione di cui gode la fiera al di fuori di confini nazionali, lasciando emergere la totale sicurezza di esporre e lanciare i propri prodotti in un contesto internazionale, dove sono la qualità e la creatività a primeggiare. Tra i presenti, la Francia con 85 marchi, il Giappone con 67, la Germania con 43, la Norvegia con 6, l’Australia con 9 e il Canada con 7.

A questo proposito va segnalato l’accordo stretto tra Pitti Immagine e il Tokyo Fashion Award, in virtù del quale sei brand emergenti giapponesi hanno potuto disporre di uno spazio loro dedicato durante la manifestazione. In particolare, il padiglione Touch! ha ospitato le sei collezioni di Body Song, Children of the Discordance, Digawel, F/CE, Kuon e Soe, scelti in precedenza da una giuria prestigiosa. Sulle loro creazioni è stato possibile osservare, da una parte, stampe che riprendono i colori del Giappone e, dall’altra, capi lineari dal taglio particolare ma di colore bianco o in denim. Il tutto molto ricercato e d’avanguardia.

Tra i giapponesi presenti, il nome che più spicca è quello del designer Shinpei Yamagishi, che per la prima volta ha sfilato con il suo marchio BED j.w. FORD in Italia. Nel 2010 ha fondato il suo marchio, mentre nel 2016 si è aggiudicato il prestigioso Tokyo Fashion Award che gli consente di presentare le sue collezioni durante le settimane della moda maschile di Parigi e di Tokyo. Al Pitti ha voluto far sfilare la sua collezione “Horse rider”, tutta ispirata ad alcuni vecchi libri inglesi sul mondo dei cavalli, come egli stesso ha affermato durante un’intervista nel backstage.
I capi, infatti, ricordano molto questo tema attraverso disegni di cavalli dipinti a mano in Giappone, ricami e cappucci che sembrano ricordare proprio quelli utilizzati per i cavalli. Le calzature variano dai boots dal sapore western ed una preview delle sneakers realizzate per Adidas Originals. Eppure, il filo conduttore delle sue collezione resta la sovrapposizione dei capi, tra formale e casual.

Un’altra collaborazione di Pitti Immagine ha invece coinvolto Revolver Copenhagen Int. Fashion Trade Show, dando così vita a “Scandinavian Manifesto”. Questa è stata così la prima edizione in cui i riflettori hanno messo in luce anche i talenti del menswear del Nord Europa. L’Arena Strozzi ha accolto una selezione unica di 17 collezioni firmate da fashion designer emergenti e nomi più consolidati provenienti da Danimarca, Svezia e Norvegia. Li caratterizza un design pulito, essenziale ed un gusto che riprende le atmosfere nordiche. Tra i nomi principali: Blanche, Filippa K, Forét, Hope, Johannes Adele, mfpen, Mucker, Newline Halo, Norse Projects, Organic Basics, Packmack, Rue De Tokyo, Schnayderman’s, Tonsure, Uniforms For The Dedicated, Velour e Whyred.

Dalla Germania arriva invece lo storico marchio di footwear Birkenstock, che si è presentato al Pitti per un rilancio dai tratti innovativi. Il brand tedesco ha portato a Firenze la nuova collezione di accessori uomo-donna Spring-Summer 19, uno show che ha avuto come location gli storici Giardini Torrigiani. «La nuova collezione primavera-estate19 testimonia ancora una volta la direzione stilistica intrapresa dal brand – dice Yvonne Piu, Chief Marketing Officer di Birkenstock – e fonde l’heritage del marchio con una nuova estetica […] senza tuttavia dimenticare il comfort, qualità imprescindibile e da sempre nel DNA di Birkenstock». Una dichiarazione che lascia intendere il cambiamento ed il restyling attuato. Il brand, inoltre, è stato presente anche all’interno della Fortezza da Basso presso lo spazio degli Archivi, con un padiglione molto green dove Birkenstock ha presentato un Natural Skincare Foot Treatment Suite, un bar all’aperto e tutte le categorie di prodotto.

La Guest Nation di questa edizione è stata la Georgia che, a seguito della collaborazione con Mercedes Benz Fashion Week Tbilisi, ha potuto portare in scena allo Spazio Carra le collezioni di alcuni tra i suoi fashion designer più celebri quali Aznauri, Anuka Keburia, Gola Damian, Situationist, Tatuna Nikolaishvili e Vaska.

Passando ai numeri, l’estero conferma gli eccellenti risultati di presenze dello scorso anno, trainato dai numeri in crescita di Stati Uniti (+24%), Regno Unito (+6%), Olanda (+13%), Francia (+7%), Germania, Portogallo, RAS di Hong Kong (Cina), Canada ed India.

Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, ha dichiarato: «La partecipazione di tutti i più importanti buyers internazionali ed italiani – con un numero sempre crescente di retailers on-line, e la grande attenzione da parte della miglior stampa confermano il ruolo di Pitti Immagine Uomo come punto di riferimento globale per il lifestyle, lo scouting di qualità, e per il lancio worldwide di nuove tendenze e progetti moda. Lo dicono anche i risultati di presenze e i feedback raccolti tra espositori e buyer: tutti di grande apprezzamento per le novità proposte in fiera, i nuovi progetti espositivi che abbiamo lanciato alla Fortezza, gli eventi speciali, e per l’atmosfera di creatività che ha invaso Firenze in questi giorni»


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