Mondo arabo. Emirati al top nella regione per competitività ma c’è ancora molto da fare in tutta l’area MENA



di Joe Myers
[Forum Economico Mondiale]



Gli Emirati Arabi Uniti (EAU) rappresentano l’economia più competitiva nella regione, stando a quanto emerso da un nuovo rapporto pubblicato dal Forum Economico Mondiale e dalla Banca Mondiale. Gli EAU si attestano al 17° posto nel quadro dell’ultimo Indice di Competitività Globale (GCI), ponendosi davanti al Qatar (25°) e all’Arabia Saudita (30°) tra le economie dell’area MENA [Medio Oriente e Nord Africa, ndt]. Il Rapporto sulla Competitività nel Mondo Arabo 2018 analizza tendenze, sfide ed opportunità per i Paesi della regione.

Un’immagine variopinta
Una manciata di Paesi dell’area MENA hanno sostenuto importanti sforzi ed aumentato gli investimenti per migliorare la competitività. Tuttavia, in molti altri aspetti la regione continua a restare indietro. La competitività generale delle economie del mondo arabo non è cambiata significativamente nell’ultimo decennio e resta inferiore rispetto ai dati dell’Asia Orientale e dell’Europa.
È importante osservare, per altro, che la regione include una serie di economie profondamente diverse fra loro, passando da alcuni tra i Paesi più ricchi al mondo ad altri devastati dai conflitti. In realtà, i dati non potrebbero nemmeno essere raccolti in nazioni quali Iraq, Siria e Libia a causa della loro fragilità, dei conflitti e della violenza.
Un’elevata disoccupazione giovanile, bassi livelli partecipativi della forza-lavoro femminile e frustrazione sociale diffusa costituiscono sfide-chiave per l’economie del mondo arabo. La diversificazione e lo sviluppo della libertà d’impresa allo scopo di accrescere la libertà d’impresa per i giovani sono criticità da affrontare con urgenza se si vuole preparare la regione alla Quarta Rivoluzione Industriale.
«La regione MENA è piena di giovani di talento, specie in ambito tecnologico», ha affermato Philippe Le Houérou, AD di IFC. «Aiutando gli imprenditori a raggiungere il loro potenziale, i governi possono stimolare la creazione di buoni posti di lavoro ed indirizzare l’innovazione tecnologica, migliorando al contempo la qualità della vita di tutti i giorni delle persone».

La top 10
Gli Emirati Arabi, il Qatar e l’Arabia Saudita si affermano sul podio della competitività, riflettendo la generale tendenza in base a cui i Paesi ricchi di risorse naturali, immuni ai conflitti interni, si collocano molto più in altro nella graduatoria complessiva.

Emirati Arabi Uniti
Gli EAU hanno migliorato la loro valutazione globale ma hanno perso una posizione nell’ultimo GCI a causa di maggiori passi in avanti da parte di altri Paesi. Il miglioramento evidenzia la resilienza dell’economia emiratina, in parte grazie alla diversificazione. Tuttavia, il rapporto segnala che, per migliorare la competitività, il Paese ha bisogno di accelerare il progresso nella diffusione delle più recenti tecnologie digitali e di aggiornare la formazione.



Qatar
Il Qatar resta al secondo posto, nonostante sia scivolato nella classifica mondiale dalla 18a alla 25a posizione. Il crollo dei prezzi del petrolio e del gas è la causa principale, dal momento che ha avuto impatto significativo sulla situazione fiscale del Paese. Dal 2015 al 2016, il debito pubblico è aumentato dal 35,8% al 47,6% del PIL, mentre un surplus fiscale del 10,3% è stato rimpiazzato da un deficit del 4,07% nello stesso periodo. Tuttavia, le reti infrastrutturali ed un mercato dei beni efficiente restano punti di forza.

Nota: Sia l’indagine che i dati statistici riflettono la situazione precedente alla crisi diplomatica

Arabia Saudita
La performance dell’Arabia Saudita si è mantenuta relativamente solida, perdendo una sola posizione. Istituzioni stabili, infrastrutture di qualità ed un esteso mercato (il più grande del mondo arabo) rappresentano tutti punti di forza. La classe dirigente saudita considerano i restrittivi regolamenti sul lavoro quale il fattore più problematico per fare impresa, mentre l’avanzamento dell’eguaglianza nell’istruzione è un altro ambito da migliorare.

Bahrein
Il Paese ha registrato miglioramenti su una serie di indicatori lo scorso anno, fra cui la preparazione tecnologica e l’ambiente macroeconomico, sebbene restino ben presenti sfide persistenti. Altre problematiche da affrontare chiamano in causa un ampio deficit fiscale, la sicurezza, l’innovazione e le dimensioni del mercato.

Kuwait
Il Kuwait è scivolato al 52° posto nella classifica mondiale – perdendo 20 posizioni rispetto al periodo 2016-2017 – principalmente per effetto di un deterioramento dell’ambiente macroeconomico. La revisione degli indicatori pubblicata dall’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU) vede anche una caduta per quel che riguarda il livello di prontezza tecnologica. Nuovi investimenti in un’istruzione ed una formazione più qualificate aumenterebbero la capacità di innovazione del Paese.

Oman
L’Oman ha risalito la classifica sino ad ottenere il 62° posto a livello mondiale. I miglioramenti registrati nel suo ambiente macroeconomico, e nell’istruzione e nella formazione superiori sono le principali ragioni di questa crescita. Il Sultanato può fare anche affidamento su forti istituzioni e infrastrutture. Ad ogni modo c’è ancora tanto lavoro da fare per migliorare i sistemi di istruzione e formazione, così come per riformare il mercato del lavoro.

Giordania
Un sistema istituzionale stabile ed efficiente ed un livello relativamente valido per quanto riguarda le infrastrutture, l’innovazione e la raffinatezza aziendale sono punti di forza per la Giordania. Il mega-afflusso di rifugiati dalla Siria ha messo a dura prova la situazione fiscale e l’ambiente macroeconomico del Paese, ma il governo ha lavorato per consolidare entrambi questi fattori.

Marocco
Il Marocco è al 71° posto nell’Indice di Competitività Globale, confermando lo stesso punteggio dei tre anni precedenti. Ha ottenuto un buon risultato relativamente alle sue istituzioni, ma si posiziona al 120° posto per l’efficienza nel mercato del lavoro e al 101° per l’istruzione superiore e la formazione.

Algeria
L’Algeria ha scalato quasi 25 posizioni nel GCI dal periodo 2012-2013. Le dimensioni del suo mercato rappresentano un punto di forza importante, sebbene il Paese faccia registrare scarsi risultati per quanto riguarda l’efficienza nel mercato del lavoro e lo sviluppo del mercato finanziario.

Tunisia
La Tunisia chiude la top 10, con il suo 95° posto nel GCI, confermando lo stesso punteggio dei due anni precedenti. La sua performance è comunque in caduta rispetto al periodo 2013-2014. Ha ottenuto risultati relativamente positivi nell’ambito della sanità e dell’istruzione primaria, ma molto scarsi in termini di efficienza nel mercato del lavoro e di ambiente macroeconomico.


Per ulteriori informazioni su tutti i Paesi, è possibile consultare i profili-paese contenuti all’interno del rapporto


Dieci anni di cambiamenti



Sei Paesi hanno visto il loro livello di competitività crescere nel corso degli ultimi dieci anni, mentre altri sei hanno registrato un crollo del proprio punteggio. Gli investimenti nelle infrastrutture e nella connettività hanno trasformato alcuni Paesi in leader globali per adozione tecnologica nell’ultimo decennio. Tuttavia, il rapporto conferma che affinché il progresso vada avanti e la competitività aumenti, le società dell’area MENA dovranno modernizzare i loro modelli sociali ed economici.




Traduzione a cura della Redazione
Fonte in lingua originale qui



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