In apertura della quinta edizione di Next Generation Mobility, in programma a Torino il 9 e 10 dicembre prossimi, la sessione istituzionale pone al centro del dibattito il claim “Una nuova cultura per una nuova mobilità” per spostare lo sguardo oltre l’innovazione tecnologica e concentrarsi sul cambiamento culturale, necessario per trasformare la mobilità urbana ed extraurbana.
A cura della Redazione
Con Next Generation Mobility 2025, il capoluogo piemontese torna ad essere il laboratorio nazionale sul futuro della mobilità. L’evento, in programma il 9 e 10 dicembre nella sede della Città Metropolitana di Torino, riunisce il mondo economico che sta ridisegnando il modo in cui persone e merci si muovono nello spazio urbano ed extraurbano.
L’evento – spiegano gli organizzatori – è sostenuto da Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Città di Torino e Fondazione Piemonte Innova, arriva alla sua quinta edizione con una convinzione precisa: la mobilità non può essere considerata soltanto un insieme di tecnologie, ma un’espressione della cultura di una città. Una cultura – proseguono – capace di orientare i comportamenti, le scelte e le politiche pubbliche verso un modello più inclusivo, sostenibile e semplice da vivere.
Il tema scelto per il 2025, cioè Una nuova cultura per una nuova mobilità, riflette questa esigenza. Non basta introdurre servizi innovativi o aggiornare le infrastrutture: serve una visione comune, condivisa tra amministrazioni, imprese, pianificatori e mondo accademico. Una visione che consideri la mobilità come un elemento della qualità della vita e della coesione sociale.
Jacopo Suppo, vicesindaco della Città Metropolitana di Torino dichiara: «La Città metropolitana di Torino è chiamata con il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) a governare la mobilità dell’intero territorio torinese, perché la mobilità non si ferma mai al confine della città, per cui è necessario sia gestita in modo coordinato senza che i Comuni si muovano da soli ma in modo coordinato. Per noi ospitare l’edizione 2025 del Next Generation Mobility nella nostra sede rappresenta la migliore occasione per illustrare il lavoro in atto per l’adozione del Piano della Logistica (PULS) oltre che l’impegno sul PAINT e sul BICIPLAN, senza dimenticare il bando per la micro mobilità in sharing. In particolare, il nostro lavoro sul PULS che diventerà operativo dal 2026 è individuare le strategie per il trasporto sostenibile delle merci sia per la logistica distributiva in ambito urbano sia per la logistica industriale (inclusi i servizi quali costruzioni, cantieri, recupero rifiuti, etc.), con l’ambizione di integrare gli elementi più recenti caratterizzanti i processi legati alla catena logistica. Inoltre, il PULS nella sua formulazione tiene anche conto dell’accelerazione prevista nel processo di decarbonizzazione derivante dall’adesione volontaria del Comune di Torino all’iniziativa “100 Climate-Neutral and Smart Cities by 2030” promosso dalla Commissione Europea, che si pone l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2030 e le zero emissioni entro il 2050».
Durante la due-giorni si alterneranno voci ed esperienze che porteranno a Torino esempi concreti e prospettive strategiche. Il programma comprende interventi dedicati a rigenerazione urbana, tecnologie abilitanti, digitalizzazione, MaaS (Mobility as a Service), logistica, trasporto pubblico e privato.
«La mobilità urbana si appresta ad affrontare sfide ambiziose connesse all’avvento di nuove tecnologie, per farci trovare preparati a questi cambiamenti, però, non possiamo commettere l’errore di credere che il piano su cui occorre lavorare sia solo quello tecnico», spiega Chiara Foglietta, assessore ai Trasporti della Città di Torino, che aggiunge: «Diversi paradigmi di trasporto richiedono anche un nuovo approccio culturale alla mobilità. Eventi come Next Generation Mobility offrono proprio un’opportunità per aprire, grazie al dialogo tra istituzioni e realtà del settore, nuove vie alla mobilità sostenibile. Come Città di Torino pensiamo che il cambiamento passi da un’analisi oggettiva dei fenomeni, mediata da un confronto costante».
SESSIONE ISTITUZIONALE D’APERTURA – L’evento si apre martedì 9 dicembre, dalle 9.00 alle 10.00, con la sessione istituzionale dal titolo Una nuova cultura per una nuova mobilità, presso l’Auditorium della Città Metropolitana.
Il confronto – affermano gli organizzatori – parte da un’evidenza storica: ogni trasformazione nelle modalità di spostamento ha generato un cambiamento culturale, dalle norme ai comportamenti individuali. Per decenni questo passaggio è avvenuto dopo l’innovazione tecnologica; oggi l’ordine si inverte. Le città devono elaborare prima di tutto una cultura nuova, perché quella attuale non risponde più alle esigenze contemporanee: decarbonizzazione, riduzione della congestione, impatto dei mutamenti demografici, pressione crescente sul tessuto urbano.
In questo scenario, il ruolo dei pianificatori e dei decisori pubblici diventa centrale. Sono loro – si legge nel comunicato – i primi chiamati a interpretare il cambiamento e a trasformarlo in politiche coerenti, stabili e comprensibili per la cittadinanza.
Alla sessione, moderata da Marco Comelli, Principal Consultant di Studio Comelli interverranno:
- Jacopo Suppo, vicesindaco della Città Metropolitana di Torino
- Chiara Foglietta, assessore alla Transizione ecologica e digitale del Comune di Torino
- Pierfrancesco Maran, europarlamentare del Partito Democratico
- Laura Morgagni, direttrice della Fondazione Piemonte Innova
- Antonio Fenoglio, presidente di GTT SpA
Durante gli interventi, ciascuno dei relatori porterà la propria visione sul tema della cultura della mobilità, sottolineando il ruolo delle istituzioni, delle aziende, della comunità locale e della Comunità Europea nel guidare la transizione verso un modello sostenibile, inclusivo e integrato.
Con Next Generation Mobility 2025 – concludono gli organizzatori – Torino riafferma il suo ruolo di città laboratorio, capace di osservare i cambiamenti in corso e trasformarli in visione, politica pubblica e innovazione concreta. L’appuntamento rappresenta «un momento essenziale per chi lavora sul futuro della mobilità e per chi riconosce che il cambiamento culturale non è un accessorio del progresso, ma la sua condizione necessaria».


