Nuova Via della Seta. Cominciammo noi tre anni fa, ora ne parla il presidente Mattarella

Quasi tre anni fa, Scenari Internazionali debuttò con un numero dedicato alla Cina ed intitolato Sulla Nuova Via della Seta, accreditandosi al 10° vertice generale dell’ASEM (Asia-Europe Meeting) e al 3° Forum Eurasiatico di Verona. Oggi, i temi emersi da quella pubblicazione vengono richiamati direttamente dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo incontro con il presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping, ed imposti quale priorità nel quadro delle relazioni bilaterali tra l’Italia e la Cina.


«Il discorso del presidente Sergio Mattarella a Pechino nel suo incontro con il presidente cinese Xi Jinping contiene molti spunti di grande attualità nell’ambito della cooperazione tra i nostri due Paesi e segna un’accelerazione importante nel processo di costruzione del partenariato strategico, avviato già da diversi anni ma in continua espansione quantitativa e qualitativa». Così Andrea Fais, direttore di Scenari Internazionali, ha commentato le parole pronunciate dal nostro capo di Stato in occasione della sessione di chiusura del 4° Business Forum Italia-Cina e dell’inaugurazione del 1° Forum Culturale Italia-Cina.

«In particolare, Mattarella ha sottolineato che l’Italia è pronta a contribuire e a partecipare all’iniziativa One Belt, One Road, cioè al progetto di ricostruzione in chiave moderna delle direttrici terrestri e marittime dell’antica Via della Seta. Quando debuttammo nell’ottobre del 2014, con un numero dedicato alla Cina ed intitolato proprio Sulla Nuova Via della Seta, la politica italiana sembrava ancora scarsamente interessata al progetto. Oggi, a dimostrazione che le cose stanno cambiando, la prima carica dello Stato lo cita quale impegno prioritario in un discorso ufficiale alla Grande Sala del Popolo», ha aggiunto soddisfatto il direttore. «Non si tratta certo di piaggeria, ma di semplice analisi della realtà: la Cina è stata per secoli e sarà nuovamente polo di riferimento assoluto per l’economia mondiale. Dopo anni di forte sviluppo, ora, con la riforma strutturale dell’offerta in atto, la “fabbrica del mondo” sta per diventare il “mercato del mondo”. “Connettività” sarà la parola-chiave per sfruttare al meglio tutte le occasioni che si presenteranno»

«Già nel febbraio 2014, prima ancora che Scenari Internazionali fosse ufficialmente registrata, la nostra casa editrice – ha aggiunto il direttore – pubblicò un libro collettaneo, curato e partecipato dal sottoscritto, anche in questo caso dal titolo emblematico: La Via della Seta. Vecchie e nuove strategie globali tra la Cina e il bacino del Mediterraneo». In Cina, il presidente della Repubblica ha affermato che l’Italia ritiene di poter concorrere alla costruzione delle nuove Vie della Seta quali percorsi del commercio e dell’ingegno costruttivo, ma anche della cultura, della conoscenza e di una sempre maggiore comprensione reciproca. «Sono parole di grande lungimiranza che, malgrado tutto, non credo giungano in ritardo. Il nostro sistema Paese è spesso costretto ad inseguire gli altri competitor occidentali, ma abbiamo qualità e capacità che altri non hanno e che ci consentono di recuperare il terreno perduto», ha precisato Fais.

Ha infine concluso: «La marcia in più del nostro Paese sta soprattutto in quello che ha giustamente sottolineato il presidente Mattarella nel suo discorso di Pechino: la sicurezza alimentare, la sanità, le tecnologie ambientali, l’urbanizzazione sostenibile, la logistica e i trasporti, l’aerospazio, oltre al nostro vastissimo patrimonio culturale e paesaggistico. Disponiamo di eccellenze spesso sconosciute agli italiani stessi, distratti dal mainstream o dal gossip martellante su questioni di secondo e terzo piano oppure assuefatti alla logica dell’autosciovinismo, cioè del disprezzo verso il proprio Paese. Anche per questo cerchiamo di portare avanti con professionalità e ponderazione il nostro lavoro di informazione, nonostante le mille difficoltà del mercato editoriale».




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