Passaporti. Henley & Partners: Estremo Oriente sul podio, quarto posto per l’Italia



A cura della Redazione


Lo scorso 10 gennaio, la società di consulenza britannica Henley & Partners ha pubblicato il nuovo rapporto trimestrale sullo stato dei passaporti internazionali. Come sempre, molto atteso è il Passport Index, cioè la classifica per nazioni, stilata in base al numero di accordi di esenzione dal visto sottoscritti da ogni Paese con l’estero.

Il criterio è piuttosto semplice. L’indice prende in considerazione l’accesso visa-free di 199 diversi passaporti [193 Paesi e 6 territori] verso 227 destinazioni di viaggio. Per ognuna di queste in cui il visto non è richiesto o è comunque possibile ottenerlo all’arrivo, o ancora, è previsto un permesso per i visitatori o un’autorizzazione elettronica di viaggio (ETA), il passaporto di ciascuno Stato di origine del viaggiatore acquisisce un punto.

Secondo quanto emerso dall’ultimo rapporto di Henley & Partners, al momento lo Stato con il più alto indice di facilitazione dei viaggi è il Giappone. Possedere un passaporto del Paese del Sol Levante consente infatti di raggiungere ben 193 destinazioni nel mondo senza bisogno del visto o con visto all’arrivo.

Immediatamente alle sue spalle si piazzano, a pari merito, altre due nazioni asiatiche: Singapore e Corea del Sud. I cittadini della futuristica città-Stato e quelli del Paese del calmo mattino possono raggiungere più agevolmente 192 destinazioni. Con la fine della politica zero-Covid in Cina e il graduale superamento delle reciproche restrizioni, i flussi turistici nella regione dell’Asia Orientale potrebbero tornare ai livelli pre-Covid già nel corso del 2023, dopo tre anni di pandemia.

Più in generale, secondo l’Associazione per il Trasporto Aereo Internazionale (IATA), a novembre scorso l’insieme dei viaggi globali era fermo al 75,3% rispetto ai livelli pre-pandemici. Un contributo all’accelerazione della ripresa del settore potrà arrivare anche dai passeggeri europei. Al terzo posto, pari merito, il Passport Index attesta Germania e Spagna, con 190 punti ciascuna, seguite in quarta posizione da Finlandia, Italia e Lussemburgo a quota 189.

Per il Vecchio Continente non è finita qui: la quinta e la sesta posizione della classifica sono infatti appannaggio rispettivamente di Austria, Danimarca, Paesi Bassi e Svezia (188), e di Francia, Irlanda, Portogallo e Regno Unito (187).

Bisogna scendere di un gradino, tra i Paesi a quota 186, per trovare gli Stati Uniti, che condividono il settimo posto con Belgio, Repubblica Ceca, Nuova Zelanda, Norvegia e Svizzera. Sono invece 185 le destinazioni mondiali raggiungibili dai cittadini di Australia, Canada, Grecia e Malta.

Restano ovviamente ancora posizioni da scalare per i Paesi emergenti, con varie differenze. Tra i BRICS, ad esempio, è il Brasile a vantare la posizione migliore, con 170 destinazioni visa-free o visa on-demand, a pari merito con l’Argentina. Seguono Russia (118), Sudafrica (106), Cina (80) ed India (59). Tuttavia, per quanto riguarda la Repubblica Popolare, che alla fine del 2019 era ferma a quota 71, i passaporti in mano ai cittadini delle regioni amministrative speciali di Hong Kong e di Macao godono di buoni punteggi: 171 i primi e 144 i secondi.




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