Russia. Esperti concordi: I benefici fiscali per l’Artico favoriranno anche l’emersione di una nuova PMI



di TASS


Le nuove agevolazioni fiscali per gli investitori nella regione artica russa sono mirati principalmente alle grandi compagnie minerarie ma i vantaggi riservati ai nuovi investitori favoriranno anche lo sviluppo delle piccole e medie imprese ed il miglioramento delle infrastrutture, secondo quanto affermano esperti e rappresentanti della regione ai microfoni dell’agenzia russa TASS.
Recentemente, il legislatore russo ha sostenuto alcune modifiche al regolamento fiscale, introducendo agevolazioni per gli investitori nei nuovi progetti relativi alla regione artica. Molti vantaggi andranno a beneficio delle compagnie minerarie. Le modifiche suggerite offrono uno status residenziale alle imprese artiche che investano almeno 10 milioni di rubli (156.000 dollari) in nuovi progetti. Lo status comporta determinate agevolazioni fiscali e non-fiscali, tra cui zone franche opzionali, procedure semplificate per l’assegnazione dei terreni, ispezioni limitate e tutela giudiziaria.

Grandi investimenti
Le modifiche puntano a ridurre sino al 5% l’imposta sull’estrazione di risorse minerarie per 15 anni relativamente alla produzione offshore petrolifera e ad azzerare l’imposta sulla produzione di GNL e gas naturale per 12 anni, oltre all’estensione dei benefici per le province petrolifere dell’Artico orientale da 13 a 17 anni. «Il provvedimento è indirizzato ai grandi contribuenti […] Le misure attireranno certamente investimenti nella zona artica, soprattutto nel settore minerario», ha affermato Maya Danilova, responsabile economica della Repubblica di Sakha-Jakuzia.
La dirigente ha menzionato alcuni progetti nella regione che potrebbero essere interessanti per attrarre investimenti: lo sviluppo del giacimento di Ruchey Tirekhtyakh, la produzione di concentrato di stagno per ulteriori lavorazioni, lo sviluppo del più grande giacimento al mondo di terre rare, Tomtor, nel Distretto di Olenek, dove si stima siano presenti 154 milioni di tonnellate di minerali ed altri elementi.
Molte regioni ritengono che la propria crescita economica sia impossibile senza grandi progetti. Ad esempio, Vorkuta, nella Repubblica dei Komi, si sta concentrando su nuove strutture di produzione del carbone. «In questo modo, i residenti troveranno lavoro, attrarremo nuovo personale qualificato, avremo un maggior gettito fiscale, svilupperemo nuovi settori e promuoveremo partnership pubblico-private», ha sottolineato Svetlana Chicherina, funzionaria comunale.

Grandi imprese fanno il primo passo, la PMI ne segue l’esempio
Gli esperti interpellati sono concordi sul fatto che le piccole e medie imprese seguiranno le orme delle grandi aziende attratte nell’Artico dalle nuove facilitazioni. «Con le condizioni climatiche ed il ristretto mercato del Nord è di per sé molto difficile sviluppare un tessuto di piccole imprese», sostiene Viktor Zubarev, analista dell’organizzazione non-governativa Business Russia, intervistato da TASS, che aggiunge: «Le grandi aziende sono locomotive da quelle parti. Qualunque grande progetto è uno stimolo per molte piccole realtà, anzitutto nell’ambito dei servizi».
Zubarev cita un progetto legato alla produzione di carbone, che include la costruzione di una cittadella per gli operati, centrali elettriche, strutture portuali ed un aeroporto che possa offrire voli a lunga distanza. «Là vivono alcune centinaia di persone, che potrebbero attrarre piccole attività: fornitori di prodotti alimentari locali o aziende di servizi», sostiene l’analista.
Il vicepresidente della Camera del Circondario Autonomo dei Nenec, Matvey Chuprov, ha sottolineato che il provvedimento presenta carenza di informazioni relative alle piccole comunità indigene del Nord del Paese, «che non hanno organizzazioni commerciali ma si dedicano ad attività tradizionali ed il minimo di 10 milioni di rubli potrebbe essere accessibile in modo che le comunità possano godere dei benefici».

L’importanza delle infrastrutture
Le agevolazioni, da sole, non possono attrarre investitori nell’Artico, ha sottolineato ai microfoni di TASS la responsabile economica dell’Oblast’ di Murmansk, Tatiana Russkova. «Il problema principale che frena lo sviluppo dell’Artico è la mancanza di infrastrutture», secondo l’esperto Sergej Chruščëv.
Maksim Vorobyov, legislatore della Karelia, condivide questa tesi. «Le strade in cattive condizioni, pochi passeggeri sulle linee ferroviarie locali ed un deficit di rotte aeree: questi sono i problemi con cui la Karelia deve fare i conti», afferma Vorobyov. «Il sostegno alla costruzione di nuove strade oltre ai vantaggi fiscali per stimolare la produzione di materie prime può attrarre nuove imprese nel Nord».
Gli investitori nelle regioni artiche della Russia dovranno attenersi a rigorosi standard ambientali, secondo l’esperto di Business Russia. «Qualsiasi progetto nell’Artico deve tenere presente gli equilibri dell’ecosistema», ha proseguito. «In quelle zone, le imprese dovranno utilizzare soltanto tecnologie all’avanguardia con il minimo impatto sull’ambiente».
Un altro problema che gli investitori potrebbero dover affrontare è la mancanza di terreno, stando a quanto aggiunge Tatiana Russkova. «Direi che il nodo principale che allontana gli investitori è il numero limitato di lotti idonei. Molti appezzamenti di terreno nella regione sono di proprietà del Ministero della Difesa, sono ricoperti da foreste oppure sono inadatti all’industria (terreni agricoli)», ha ricordato la Russkova.

Settori promettenti
Al tempo stesso, le agevolazioni previste per l’Artico potrebbero stimolare lo sviluppo di settori promettenti che non hanno ricevuto molto sostegno fin’ora quali ad esempio «i trasporti, le attività estrattive e le lavorazioni collegate, le lavorazioni di petrolio e gas, la cantieristica navale e i servizi, l’energia e il turismo», come ricorda la responsabile economica dell’Oblast’ di Murmansk.
Zubarev, di Business Russia, vede anche un certo potenziale nello sviluppo del turismo artico. «Al momento solo pochi possono ritenerlo conveniente», dice. «Per attrarre più turisti nel Nord, e non solo nelle città maggiori, le regioni dovrebbero lavorare sulle infrastrutture. Non si tratta soltanto di alberghi e programmi di intrattenimento ma anzitutto di rotte aeree, servizi di fascia alta e prezzi ragionevoli. Per quanto ne so, le regioni artiche della Russia stanno lavorando in questa direzione: aderiscono a programmi-pilota per modernizzare i sistemi di approvvigionamento energetico o per ottenere sovvenzioni da investire nello sviluppo di progetti turistici».




Traduzione a cura della Redazione
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