SF&LmI 2022. Cala il sipario sulla sesta edizione, 120 relatori e oltre 4.000 partecipanti


È tornato anche quest’anno Shipping, Forwarding & Logistics meet Industry (SF&LmI), l’appuntamento annuale dedicato all’incontro tra il mondo della logistica, delle spedizioni e dei trasporti ed il mondo dell’economia produttiva italiana. L’evento, promosso da Confetra, ALSEA e The International Propeller Clubs, ha preso il via mercoledì scorso a Milano (e in live streaming) e si è concluso oggi, venerdì 11 marzo. Come per la precedente edizione, anche in questa Scenari Internazionali ha partecipato quale media partner insieme ad altre testate.


A cura della Redazione


Ha chiuso oggi i battenti la sesta edizione di Shipping, Forwarding&Logistics meet Industry. Il ritorno in presenza del pubblico e l’affluente partecipazione da remoto confermano l’evento come l’appuntamento principale del mondo della logistica, delle spedizioni, dei trasporti e dell’economia produttiva italiana.

Gli organizzatori – Confetra, ALSEA e The International Propeller Club, Port of Milan – hanno ringraziato gli oltre 4.000 partecipanti, i 120 relatori e i 65 partner che anche quest’anno – dicono – hanno scommesso sulla qualità di contenuti e sul consolidato network che l’evento rappresenta.

«Stavamo per uscire dal tunnel della crisi pandemica, e il PNRR sarebbe stato la soluzione, un trampolino di lancio verso la ripresa dello sviluppo», osserva Guido Nicolini, presidente di Confetra, che aggiunge con rammarico ma non senza speranza: «Prima l’inflazione e la scarsità post-pandemica, poi la guerra e, sullo sfondo, i costi della transizione ecologica, hanno resettato la prospettiva e costringono gli operatori dell’economia produttiva e della logistica a stringere una concertazione per non essere sempre e solo reattivi agli eventi. Un evento come Shipping, Forwarding&Logistics meet Industry si rivela di anno in anno prezioso come forum di confronto».

«La situazione generale del Paese, e direi del mondo, è in uno stato di flusso, ma non ha senso attendere che si stabilizzi, anche perché non sappiamo quando lo farà», ribadisce Betty Schiavoni, presidente di ALSEA, che prosegue: «Dobbiamo invece accelerare la realizzazione degli impegni che sono stati presi da anni e che rafforzando l’efficienza del sistema sono utilissimi ora. Da questo punto di vista dall’evento di Milano sono emerse indicazioni positive. Mi piace citarne una: esiste la volontà politica, espressa dai tre assessori ai trasporti Terzi, Gabusi e Benveduti, di rilanciare gli Stati Generali della Logistica del Nord-Ovest per arrivare a un coordinamento continuo delle azioni nel settore, agendo a livello di governance come una macroregione, cosa che il nord-ovest, industrialmente e logisticamente, lo è già di fatto».




«I nostri associati sono caratterizzati di una forte proiezione internazionale e da una propensione direi naturale verso l’intermodalità, a servizio della catena di fornitura e di valore, globali», continua Riccardo Fuochi, presidente di The International Propeller Club Port of Milan, che conclude: «Dalle diverse sessioni dell’evento è emerso chiaramente che l’economia globale sta cambiando, tra regionalizzazione, accorciamento delle catene, ritorno del primato della geopolitica e della potenza in senso totale, non solo economico. Non è possibile affrontare questi fenomeni con aggiustamenti minori, le catene devono essere riprogettate, dall’approvvigionamento alla produzione alla distribuzione. Questo va fatto in collaborazione tra industria e logistica, ossia la filosofia che sottende Shipping, Forwarding&Logistics meet Industry. Abbiano un anno davanti per avviarci su questa strada. Alla prossima edizione, speriamo, i primi risultati».

L’equilibrio da trovare tra decarbonizzazione, sicurezza energetica attuale e futura, spinta alla sostenibilità complessiva dell’industria e della logistica è stato un fil rouge delle tre giornate, e protagonista della sessione di apertura dell’ultima giornata di evento. Un equilibrio reso instabile dalla crisi pandemica e bellica in corso, la cui evoluzione è impossibile da prevedere.

I relatori hanno fornito indicazioni sugli strumenti per perseguire la sostenibilità senza far esplodere i costi, condanna a morte di ogni transizione ecologica. In questo quadro va superata la logica degli strumenti verticali, calati dall’alto, per concentrarsi su strumenti distribuiti, ossia gli accordi tra privati. Il concetto è stato affermato con forza da Andrea Condotta, esponente di ALICE e 2ZERO, sottolineando il ruolo dei grandi caricatori nel guidare la transizione nella logistica, avendo il potere di favorire e premiare gli operatori più impegnati.

Marco Lopez de Gonzalo, partner dello Studio Legale Mordiglia, ha tracciato il cambio di rotta premettendo che «c’è uno scollamento tra destinatari delle norme e destinatari del trasporto: le norme incidono sugli operatori, ma i benefici su tutti gli altri». Non si tratta di ripartire solo costi e oneri, ma anche opportunità: «Ci sono strumenti contrattuali che trasformano la sostenibilità in una risorsa, sono formule “meno inquino, meno pago”». Uno strumento contrattuale in questo ambito è il Green Procurement, utilizzato spesso nelle gare del settore pubblico ma che può essere implementato anche tra privati, soprattutto tra i grandi player. La nave virtuosa che diventa valore aggiunto.

La giornata è si è conclusa con le sessioni sul cargo aereo e l’intermodale ferroviario a lungo raggio.

Maggiori dettagli sull’evento sono disponibili sul sito www.shippingmeetsindustry.it



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