Siria. Ambasciatore russo Kinšchak: BRICS investano nel Paese, USA responsabili distruzione infrastrutture

di TASS

MOSCA – La Russia esorta i partner del gruppo BRICS, ovvero Brasile, India, Cina e Sudafrica, ad individuare un punto di ingresso nel promettente mercato siriano, secondo quanto riferito dall’Ambasciatore russo in Siria Aleksandr Kinšchak nel corso di un’intervista per l’agenzia TASS.

Durante gli ultimi sette anni di guerra, l’economia del Paese mediorientale ha patito ingenti danni. «Stando alle stime provenienti dalla Siria, nell’ambito dell’economia reale le perdite hanno raggiunto una cifra pari a 75 miliardi di dollari», ha affermato l’Ambasciatore. «Gli esperti dell’ONU – ha aggiunto Kinšchak – ritengono che sarà necessario investire circa 200 miliardi di dollari per raggiungere i ritmi di crescita pre-crisi».

«Siamo consapevoli che il governo siriano avrà difficoltà ad ottenere le grandi somme di denaro necessarie alla ripresa post-crisi», ha detto l’Ambasciatore russo. «Perciò, la Russia propone che la comunità internazionale, a partire dalle nazioni amiche della Siria, uniscano gli sforzi per lavorare ad un programma di rilancio strutturato». «Ci rivolgiamo in primo luogo ai nostri alleati nel gruppo BRICS, all’Iran e ad altri Stati che portino avanti una politica estera indipendente e che sono motivati ad entrare nel promettente mercato siriano», ha sottolineato Kinšchak.


Di chi è la colpa?

Il diplomatico russo ha precisato che le responsabilità per il danneggiamento dell’economia della Siria dovrebbero essere attribuite non solo ai terroristi ma anche alla coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti. «In particolare, a causa dei loro deliberati attacchi militari, sono state distrutte decine di fondamentali complessi infrastrutturali per l’energia e il carburante nel nord della Siria, così come ponti, strade, strutture formative e sanitarie», ha detto Kinšchak. «Raqqa, ex ‘capitale del Califfato’, è stata distrutta all’80% ma nessuna ricostruzione ha ancora preso il via al momento», ha aggiunto l’Ambasciatore.

Al contrario, Kinšchak ha citato la città siriana di Deir ez-Zor, riconquistata lo scorso novembre dalle forze governative siriane sostenute dall’aviazione russa contro lo Stato islamico (bandito in Russia), a seguito di un assedio durato molto a lungo. «La vita pacifica sta tornando [laggiù, ndr]. Gli ospedali e le scuole stanno riaprendo, l’edilizia e i servizi pubblici stanno riprendendo a funzionare e i residenti stanno rientrando nelle loro case», ha osservato. «Un quadro analogo può essere delineato ad Aleppo Est, liberata dai miliziani nel dicembre 2016».


Traduzione a cura della Redazione
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