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Tra oggi e domani la città azerbaigiana di Gabala ospiterà l’annuale vertice del Consiglio dei Capi di Stato dell’Organizzazione degli Stati Turcofoni, sorta nell’ottobre del 2009 per volontà dei governi di Turchia, Azerbaigian, Kazakhstan e Kirghizistan, ai quali si è aggiunto dieci anni dopo anche l’Uzbekistan. Ai cinque Paesi membri si affiancano poi Ungheria, Turkmenistan, Cipro Nord e l’Organizzazione per la Cooperazione Economica (ECO) in veste di osservatori. Nel corso degli anni, l’organizzazione ha assunto una notevole importanza sul piano politico, economico e commerciale, favorendo il multilateralismo e la cooperazione regionale. In particolare, Ankara ha potuto sviluppare e consolidare direttrici di politica estera verso un’area dell’Eurasia su cui, anche attraverso il fattore etno-linguistico, è in grado di esercitare una certa influenza. A questo proposito proponiamo qui di seguito la traduzione in lingua italiana di un articolo pubblicato lo scorso 3 ottobre dall’Agenzia Anadolu.
di Seda Tolmac and Emir Yildirim
[Anadolu Ajansı]
Ankara
Il volume totale del commercio tra la Turchia e gli altri Paesi membri dell’Organizzazione degli Stati Turcofoni (OTS) ha segnato un valore pari a 62,6 miliardi di dollari nel corso degli ultimi cinque anni, trainato dai significativi benefici delle rotte del Corridoio di Zangezur e del Corridoio Mediano, secondo quanto riporta TurkStat, ufficio statistico del Paese.
Nel periodo 2020-2024, le esportazioni turche verso Azerbaigian, Kazakhstan, Kirghizistan e Uzbekistan hanno raggiunto circa 36,6 miliardi di dollari, mentre le importazioni turche da quegli stessi Paesi hanno totalizzato 26 miliardi di dollari.
L’Azerbaigian ha ricevuto la maggior parte delle esportazioni turche, con 12,8 miliardi di dollari, caratterizzate in particolare da macchinari, congegni meccanici, plastica e prodotti in plastica nonché autoveicoli. Nello stesso periodo, la Turchia ha importato beni dall’Azerbaigian per 5,3 miliardi di dollari, tra cui soprattutto combustibili fossili, alluminio, ferro e acciaio.
Le relazioni commerciali turco-azerbaigiane stanno crescendo, grazie al trasporto delle abbondanti risorse di petrolio e gas naturale trasportate in Europa via Turchia tramite l’Oleodotto Baku–Tbilisi–Ceyhan (BTC), il Gasdotto Baku-Tbilisi-Erzurum (BTE) e il Gasdotto Trans-Anatolico (TANAP).
Negli ultimi anni, la Turchia è stata il principale acquirente di elettricità dall’Azerbaigian, evidenziando la diversificazione della cooperazione energetica e la sicurezza dell’approvvigionamento tra i due Paesi.
Il Corridoio di Zangezur, che connette l’Azerbaigian con la sua exclave del Nakhchivan, rappresenta una rotta strategica per il commercio regionale e ci si attende che consolidi le relazioni bilaterali riducendo i costi logistici e potenziando il volume e la capacità di transito, mentre viene utilizzata come un’infrastruttura di interconnessione elettrica — laddove i sistemi elettrici nazionali per i sistemi di trasmissione e distribuzione sono collegati al sistema di un altro Paese — così come di interconnessione tra le linee di comunicazione digitale tra Turchia e Azerbaigian.
Appaltatori turchi stanno partecipando ad importanti progetti in Azerbaigian, quali ad esempio quelli nel campo dell’edilizia abitativa ed aeroportuale, delle reti idriche, di quelle elettriche e delle linee di trasmissione energetica.
Kazakhstan, Kirghizistan, Uzbekistan
Le esportazioni turche verso il Kazakhstan nel corso degli ultimi cinque anni hanno raggiunto un valore pari a 10,2 miliardi di dollari, mentre la Turchia ha importato merci kazake per 13,2 miliardi di dollari. In questo caso, macchinari, maglieria ed accessori hanno trainato le esportazioni turche. Ankara ha invece importato dal Kazakhstan soprattutto rame e beni in rame, combustibili fossili, alluminio e beni in alluminio.
Il Kazakhstan è il principale partner commerciale della Turchia in Asia Centrale, dove la Turchia è tra i primi cinque Paesi investitori. Il Corridoio Mediano è una rotta di trasporto e commercio strategica nella regione eurasiatica, di cui beneficia il commercio bilaterale turco-kazako.
Lo scorso luglio, Ankara ed Astana hanno firmato un accordo per aumentare il volume e la qualità del servizio di trasporto merci ferroviario lungo il Corridoio Mediano.
Nello stesso quinquennio (2020-2024), il commercio della Turchia con il Kirghizistan e con l’Uzbekistan ha toccato rispettivamente quota 5,4 miliardi e 15,8 miliardi di dollari.
Vertice degli Stati Turcofoni
I dati più anticipano il 12° Vertice del Consiglio dei Capi di Stato dell’Organizzazione degli Stati Turcofoni (OTS), in programma per lunedì e martedì prossimi a Gabala, nel Nord dell’Azerbaigian.
Il summit si concentrerà sulla pace e sulla sicurezza regionale, coi partecipanti attesi da discussioni sugli sviluppi regionali e globali, nonché dalla firma di accordi per rafforzare la cooperazione e la prosperità tra le nazioni turcofone.
I Paesi membri fondatori dell’organizzazione sono Azerbaigian, Kazakhstan, Kirghizistan e Turchia, ai quali si è aggiunto l’Uzbekistan nel 2019. Ungheria, Turkmenistan, Cipro Nord e l’Organizzazione per la Cooperazione Economica (ECO) detengono lo status di osservatori all’interno del gruppo.
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