Turismo e cultura: opportunità tra Italia e Cina lungo la nuova Via della Seta. Se n’è parlato alle porte di Bologna


di Redazione


S. LAZZARO DI SAVENA (BO) – Giovedì 17 maggio, Scenari Internazionali è scesa nuovamente in campo, stavolta a San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna, nella suggestiva cornice della Fondazione Massimo e Sonia Cirulli, specializzata in mostre d’arte moderna e contemporanea. L’incontro dal titolo Dalla Via della Seta alla Via Emilia. Opportunità e prospettive dalla Cina tra turismo e cultura, ha dato modo alla redazione di focalizzare, partendo dalla più generale situazione macroeconomica, l’attenzione su un particolare aspetto dei rapporti tra l’Italia e il Paese asiatico.
Assente per cause di forza maggiore, il direttore responsabile Andrea Fais ha voluto ringraziare i relatori e tutti presenti con un messaggio, in cui, scusandosi per la defezione dell’ultima ora, ha ricordato quanto la redazione si fosse spesa per organizzare questo evento in «una regione densa di eccellenze in tanti settori e strategica per l’intero sistema Paese italiano, assieme a Lombardia e Veneto» e si è augurato che tutti i presenti potessero «trarre preziose indicazioni da quanto riuscirà ad emergere in questa giornata di dibattito e di confronto».
Ad introdurre i lavori in sua vece è stato l’editore, Stefano Bonilauri, che ha salutato gli ospiti, tra cui diversi imprenditori, non solo emiliani, ricordando l’importanza dei rapporti economico-commerciali tra Italia-Cina, la loro crescita nel corso degli ultimi anni e la trasformazione che stanno subendo per effetto dell’aumento delle importazioni da parte del colosso asiatico. Sul turismo, in particolare, stanti i dati incerti, dove le varie fonti si dividono anche di molto, va registrato un significativo crescendo dei flussi turistici cinesi all’estero, che l’Italia potrà intercettare appieno soltanto migliorando l’offerta, i trasporti e le infrastrutture.
A prendere la parola per primo è stato Marco Costa, saggista, esperto di Cina nonché collaboratore di Scenari Internazionali, che ha riassunto il lungo percorso di riforma intrapreso dal governo cinese negli ultimi quarant’anni, soffermandosi in particolare sui fondamentali economici che hanno consentito alla Repubblica Popolare Cinese di diventare oggi la seconda economia mondiale in termini nominali, dietro gli Stati Uniti, e addirittura la prima in termini di parità di potere d’acquisto. In seguito, Costa ha illustrato i molti momenti di interscambio economico tra la Cina e l’Emilia-Romagna, che negli ultimi anni hanno garantito opportunità tanto alle eccellenze industriali regionali di penetrare i mercati asiatici che ai gruppi cinesi di investire in alcuni fra i maggiori poli industriali della regione.
Da parte cinese è invece intervenuto Guan Haibo, Console per gli Affari Culturali, Scienza e Tecnologia presso il Consolato della Repubblica Popolare Cinese di Milano, competente territorialmente anche per l’Emilia-Romagna, accompagnato per l’occasione da Yang Ruixi, in rappresentanza dell’Ufficio Economico-Commerciale del Consolato. «A nome del Console Generale Song Xuefeng, vorrei cogliere l’occasione per esprimere il nostro apprezzamento per il vostro interesse nei confronti dello sviluppo della Cina e delle relazioni bilaterali tra Italia e Cina», ha esordito il diplomatico cinese, sottolineando «una certa complementarietà tra le nostre economie» ma anche le tante potenzialità ancora inespresse. In merito all’accoglienza dei flussi turistici, il funzionario consolare ha precisato l’importanza del tema sicurezza, che per il visitatore cinese riveste un ruolo fondamentale al momento di scegliere una destinazione vacanziera.
«L’export italiano verso la Cina è aumentato ad un ritmo sostenuto – ha precisato Guan – e il commercio bilaterale è diventato sempre più equilibrato». Al contempo, «gli investimenti cinesi in Italia sono cresciuti velocemente, raggiungendo un volume pari ad oltre 12 miliardi di euro». Guan Haibo ha poi sottolineato la forte volontà da parte delle realtà imprenditoriali di entrambi i Paesi di cooperare nell’ambito dell’iniziativa Belt and Road, il progetto lanciato nel 2013 dal presidente cinese Xi Jinping allo scopo di ricostruire in chiave moderna le antiche direttrici terrestri e marittime della Via della Seta. Non molto tempo fa, lo stesso capo di Stato del Paese asiatico, in occasione del Forum di Boao per l’Asia, «ha annunciato importanti misure per facilitare notevolmente l’accesso al mercato cinese, creare un ambiente per gli investimenti più attrattivo, rafforzare la protezione della proprietà intellettuale, espandere attivamente le importazioni ed aumentare il livello di apertura del Paese», ha incalzato Guan, ricordando ai presenti il prossimo China International Import Expo, in programma per il prossimo mese di novembre a Shanghai.


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