UE. Semestre tedesco: il Goethe-Institut presenta il programma culturale europeo


A partire dal 1° luglio prossimo, la Germania assumerà la presidenza del Consiglio dell’UE, inaugurando una serie di eventi culturali all’insegna della sfera pubblica e della solidarietà in Europa. In tutte le sedi europee del Goethe-Institut, tra le quali quelle in Italia, si terranno eventi e manifestazioni live e digitali. Il programma è dedicato all’eterogeneità dell’Europa e spazia dal confronto tra le generazioni ai dibattiti sull’intelligenza artificiale o sulla libertà, dai concorsi di idee alle installazioni artistiche.


A cura della Redazione


Anche in Italia, il Goethe-Institut partecipa al programma culturale pensato per il semestre tedesco. I progetti dal vivo si terranno principalmente nelle città in cui sono presenti gli istituti ufficiali di cultura tedesca: Torino, Milano, Genova, Roma, Napoli e Palermo, ma la maggior parte della programmazione sarà online e per tanto fruibile sull’intero territorio nazionale.

A tal riguardo, l’Ambasciatore tedesco a Roma Viktor Elbling ha sottolineato come «per rilanciare insieme l’Europa è necessario un intenso dialogo transnazionale nell’opinione pubblica europea». «Il Goethe-Institut, su incarico del Ministero Federale degli Affari Esteri, fornisce un importante contributo in tal senso», ha spiegato S.E. Elbling, che ha aggiunto: «Anche qui in Italia occorre animare lo scambio culturale sull’Europa e nell’Europa, rafforzando così la coesione nell’UE. Sono pertanto lieto che il Goethe-Institut Italia realizzi durante la Presidenza tedesca del Consiglio dell’Unione Europea un ampio programma che affianca le attività dell’Ambasciata e offre nuovi ambiti di discussione sui temi europei».

Joachin Bernauer, direttore generale del Goethe-Institut in Italia, ha osservato: «Questo programma di iniziative è l’occasione per parlare del progetto europeo e della sua tenuta. Da Bruxelles a Palermo, da Lisbona a Berlino, si parlerà del passato dell’Unione Europea, con le testimonianze degli anni della fondazione, si parlerà dei problemi e delle sfide del suo presente, come il cambiamento climatico e la crisi del Coronavirus, ma si parlerà anche di futuro perché il progetto europeo è anche e soprattutto delle generazioni che devono ancora nascere».

Ed è proprio alla Generazione A, Algoritmo, che è dedicato uno dei progetti del Goethe-Institut in Italia. Si tratta di Robots in Residence, un concorso lanciato a marzo che ha messo in palio una borsa e l’opportunità di ospitare per tre settimane il robot umanoide NAO6. A vincere il bando sono stati il gruppo di studenti SPQR-Team La Sapienza di Roma e il gruppo KINlab di Milano. Da oggi, 16 giugno, fino al 7 luglio prossimo, il piccolo robot, soprannominato per l’occasione G.A.I.A. (Generazione Algoritmo Intelligenza Artificiale), trascorrerà un periodo presso il gruppo di Roma e verrà dotato di nuove competenze, mentre dal 10 al 31 luglio si trasferirà a Milano.

Sempre di giovani e futuro tratta Earth Speakr, l’opera partecipativa di Olafur Eliasson. Il Goethe-Institut sostiene lo Studio Olafur Eliasson nella realizzazione del progetto in tutti i 27 Paesi UE e in Gran Bretagna. Earth Speakr è un’opera d’arte che si occupa del futuro del pianeta. Una piattaforma digitale creativa che prende vita attraverso i messaggi e le idee dei bambini e dei giovani di tutta l’Unione Europea. L’idea è che i bambini e i giovani usino la loro voce per parlare a nome del pianeta e difendere il futuro che vogliono. Earth Speakr sarà lanciato il 1° luglio in tutti i Paesi UE e sarà disponibile nelle rispettive lingue nazionali. L’opera include un’applicazione, un sito web interattivo e presentazioni ed eventi in diverse città europee.

Ancora ai giovani e alla sostenibilità è dedicato il concorso per studenti #oekoropa, in cui giovani di tutti gli Stati membri sono invitati a presentare le loro idee per un viaggio a basso impatto climatico. Il termine ultimo per la consegna dei progetti è il primo ottobre.

Le giovani generazioni europee avranno anche modo di confrontarsi con chi l’Unione Europea l’ha vissuta nei suoi primi anni di vita. Il ciclo Parlami d’Europa si basa proprio sulla forza dello scambio intergenerazionale e invita ad ascoltare storie di vita europea. L’Archivio Europeo delle Voci ha intervistato numerosi testimoni nati prima del 1945, che raccontano ai giovani la loro vita sullo sfondo dell’idea europea. Da settembre a novembre 2020 si svolgeranno dieci eventi tra Italia, Gran Bretagna, Svezia, Georgia, Russia, Repubblica Ceca, Francia, Bosnia Erzegovina, Albania e Croazia, che riprenderanno le interviste e gli argomenti di dibattito in esse contenuti. In Italia l’evento si terrà a Roma.

Con Cucine d’Europa, la cucina diventa il luogo intimo, eppure vivace, di un dialogo culturale sull’Europa da parte di numerosi artisti e artiste. Tra agosto e dicembre 2020, in dieci Stati membri dell’UE – in Italia a Palermo – si terranno incontri live o virtuali in cucine private, pubbliche o metaforiche: artisti ed artiste di discipline diverse che vivono e lavorano in Europa, organizzeranno un evento in una città diversa dalla loro città natale – che si tratti di una lettura, di un concerto, della proiezione di un film, di una performance o di una conversazione. Tra gli altri partecipanti figura l’italiana Marinella Senatore. Nella cucina d’Europa di Palermo farà invece gli onori di casa la giornalista franco-tedesca Géraldine Schwarz.

Con Il muro che scompare, la diversità dell’Europa sarà resa tangibile attraverso un’installazione partecipativa nello spazio pubblico. Tramite un concorso, il Goethe-Institut ha chiesto ai cittadini di dieci Paesi europei, tra cui l’Italia, le loro citazioni preferite della cultura classica e pop europea. Le citazioni ricevute sono ora incise su 6.000 blocchi nell’installazione Il muro che scompare. Come elemento interattivo, dopo l’inaugurazione dell’installazione, tutti avranno la possibilità di portare via con sé i blocchi con le citazioni. Rimarrà così solo la griglia trasparente in plexiglas, dove i blocchi erano inseriti: il muro scomparirà. Queste installazioni saranno visibili a Torino durante il Torino Graphic Days (dal 25 settembre) e a Milano durante Bookcity, dall’11 al 15 novembre.

Sotto il segno della Presidenza tedesca del Consiglio si svolgeranno altri due eventi. Il primo è il festival Freiraum, in programma a Bruxelles dal 30 al 31 ottobre 2020. Sia in versione digitale sia con eventi live, il Goethe-Institut, insieme a 53 partecipanti da 42 città europee, provenienti dai diversi settori della cultura, della scienza e della società civile, risponderà alla domanda: Cosa significa oggi la parola libertà in Europa? L’altro, previsto tra l’8 e il 9 ottobre a Berlino, prevede un ciclo di conferenze sul multilinguismo e sulla sua importanza per la comunicazione dei valori europei.


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