Vietnam. Console Scagliotti: Grandi opportunità per le imprese italiane con la ratifica dell’EVFTA nel 2018

Dopo il numero cartaceo pubblicato nella primavera 2016 e le interviste su Indonesia, Malesia, Vietnam e cooperazione Italia-ASEAN dell’estate 2017, in occasione del 50° anniversario dell’ASEAN, Scenari Internazionali, in chiusura d’anno, torna a dare uno sguardo al Sud-est asiatico, ed in particolare al Vietnam, alla luce dell’Accordo di Libero Scambio tra l’Unione Europea ed il Paese asiatico, prossimo ad essere ratificato in via definitiva e ad entrare in vigore. Per saperne di più su questo ed altri importanti temi, abbiamo raggiunto Sandra Scagliotti, Console Onorario della Repubblica Socialista del Vietnam per il Nord-Ovest italiano.

A cura della Redazione

Console Scagliotti, benvenuta su Scenari Internazionali. Nel 2010, il Vietnam è entrato nella fascia dei Paesi a medio reddito e si sta affermando come una delle economie in via di sviluppo più dinamiche dell’Asia e del mondo. Circa un anno fa, il presidente vietnamita Trần Đại Quang ha raggiunto Roma per incontrare il presidente Sergio Mattarella. Un anno prima, era stato il nostro capo di Stato a volare a Hanoi. L’interscambio commerciale tra i nostri due Paesi è in forte crescita, così come gli investimenti italiani in Vietnam. A che punto è lo sviluppo del partenariato strategico bilaterale?
Le relazioni bilaterali Italia-Vietnam sono giunte in questi ultimi anni al culmine del consolidamento; viviamo oggi una stagione di alta intensità: il partenariato strategico siglato nel 2013, in occasione delle celebrazioni dei quarant’anni dell’avvio dei rapporti diplomatici fra i due Paesi, ha sancito una nuova, fondamentale fase del comune percorso e determinato non solo il punto d’arrivo di un rapporto antico e fecondo, ma altresì l’esordio di nuovi scenari nelle relazioni bilaterali, verso uno sviluppo stabile, sostenibile e ancor più proficuo. Nel quadro della cooperazione economico-commerciale bilaterale, così come siglata nel 3° verbale della Commissione mista, le istituzioni vietnamite – in particolare l’Ufficio commerciale dell’Ambasciata del Vietnam in Italia – hanno avviato, nel corso dell’ultimo trimestre 2017, un’efficace collaborazione con vari Ministeri ed associazioni italiani, in vista di future attività di cooperazione nei settori dell’economia, del commercio, del turismo. Quest’ultimo comparto, si è rivelato particolarmente dinamico e ha registrato una fitta serie di iniziative culminate nei due roadshows sul turismo, organizzati dal Dipartimento Nazionale Turistico del Vietnam nell’ottobre scorso a Milano e Roma, a corollario di alcuni incontri ufficiali con il Ministero italiano dei Beni culturali e la Regione Lombardia. Dagli incontri è emerso un forte potenziale di cooperazione bilaterale, finalizzato allo sviluppo del turismo nel periodo 2018-2020.
Tali risultati sono frutto di visite istituzionali, missioni ufficiali e tavoli di lavoro che, incessantemente, dal 2013 i due Paesi hanno messo in atto. Le visite di Stato in Vietnam di Matteo Renzi nel 2014, del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel novembre del 2015, del presidente vietnamita Trần Đại Quang in Italia, nel novembre 2016, seguita dal tour ufficiale del ministro Del Rio nella capitale vietnamita, hanno dato contezza di una cooperazione ad ampio raggio e di un dialogo costruttivo e serrato che stanno sempre più avvicinando dal punto di vista diplomatico ed economico i due Paesi e, in un’ottica di più ampio respiro, avvicinano due brillanti ed antiche civiltà, ma anche due mercati alle prese con sfide comuni. In questo contesto, nel 2013 furono siglati memorandum d’intesa e programmi di azione in materia di cooperazione tra i due governi per il triennio 2013-2016. Gli aspetti più importanti riguardavano la sicurezza e l’economia: la collaborazione tra i rispettivi Ministeri della Difesa, ad esempio, era incentrata sull’assistenza amministrativa nel settore doganale e sulle strategie per garantire la sicurezza marittima, mantenere la pace e la stabilità nella regione ASEAN, una questione antica, ma di grandissima attualità dal punto di vista storico, geopolitico, strategico, antropologico e giuridico. All’interno di quel “Mediterraneo d’Oriente” su cui si affaccia il Vietnam, ogni anno transita la metà del traffico commerciale della Cina, del Giappone e della Corea del Sud, la metà del trasporto mondiale di idrocarburi e l’85% delle navi petroliere provenienti dal Medio Oriente. Questo spazio marittimo, circondato da città-Stato, smart city e poli industriali e finanziari, è divenuto uno dei grandi polmoni dell’economia mondiale. È questa una via di transito essenziale per tutti, non solo per i Paesi della regione.

Una delle ragioni del successo del Vietnam risiede senza dubbio nella capacità di concludere una vasta quantità di accordi di libero scambio sia bilaterali che multilaterali, dando vita ad una vera e propria “diplomazia economica”. Tra i prossimi ad entrare in vigore, spicca quello con l’Unione Europea, discusso ed elaborato nel corso degli ultimi anni ed approvato dalla Commissione nel gennaio 2016. Cosa e come cambierà con questo accordo?
L’Accordo di Libero Scambio Europa-Vietnam (EVFTA), il primo stipulato dall’UE con un Paese emergente, è stato raggiunto in seguito ad un proficuo periodo di negoziazione. Si basa su di un meticoloso equilibrio d’intesa e sancisce un importante successo. Come ha recentemente affermato la Commissaria UE al Commercio Cecilia Malmström, occorre tener presente che oltre 31 milioni di posti di lavoro europei dipendono dalle esportazioni. Un più facile accesso al mercato vietnamita, che conta oltre 90 milioni di consumatori, rappresenta pertanto una grande opportunità per le imprese europee segnate dalla crisi economica. Nel contempo, l’accordo, aprendo ad ulteriori possibilità, favorirà l’economia vietnamita, in particolare gli esportatori, che potranno usufruire di un accesso agevolato alle transazioni con l’UE. Il team bilaterale di negoziazione sta ora continuando il processo normativo, risolvendo gradualmente i problemi tecnici che restano da perfezionare in vista di finalizzazione il testo-quadro giuridico, che prevede la rimozione, tra le due economie, di gran parte dei dazi – oltre il 99% – sui beni commerciati.
L’accordo si sviluppa in un’ottica, rigorosamente simmetrica, di ambiziosa liberalizzazione, fondata sul concetto condiviso del commercio quale fattore essenziale per la crescita reciproca e lo sviluppo sostenibile, in vista di uno scambio rispettoso dei diritti individuali e collettivi e dell’ambiente. Una volta finalizzato, l’accordo dovrà essere approvato dal Parlamento Europeo. L’EVFTA, che sancisce l’impegno da parte vietnamita nel processo di liberalizzazione di servizi finanziari, telecomunicazioni, trasporti e servizi postali, tenderà a ridurre le attuali limitazioni all’importazione di cibi e bevande – compresi vini e liquori – ma anche nei settori tessile ed automobilistico. In linea con il Government Procurement Agreement (GPA) dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio, l’accordo garantirà elevati livelli di trasparenza e una più acuta protezione delle indicazioni geografiche in Vietnam, elemento fondamentale per la tutela dei prodotti agricoli europei. In questo contesto, vengono garantiti numerosi vantaggi a entrambe le parti, oltre che nei termini di accesso al mercato per beni e servizi, anche nel settore degli investimenti, fatto che potrà ulteriormente rafforzare le relazioni commerciali bilaterali.
Nel 2014, l’UE è stata il secondo partner commerciale per il Vietnam, dopo la Cina, con il 10% del totale degli scambi. Per quanto riguarda l’apertura del mercato europeo, saranno progressivamente eliminati i dazi su calzature e prodotti tessili, anche se potranno godere di accesso preferenziale solo i tessuti prodotti in Vietnam, con una severa applicazione delle regole di origine onde evitare l’eccesso di prodotti da altri mercati. Per quanto riguarda, invece, i prodotti agricoli “sensibili” quali riso, mais, zucchero e tonno in scatola, non è prevista la piena liberalizzazione, ma verranno mantenute e applicate specifiche quote all’importazione (tariff rate quotas).
Come Lei sottolinea, una delle ragioni del successo del Vietnam risiede senza dubbio nella capacità di concludere una vasta quantità di accordi sia bilaterali sia multilaterali, che danno vita ad una vera e propria “diplomazia economica”. L’attitudine vincente alla negoziazione è, storicamente, una delle grandi abilità della leadership vietnamita. Accanto alla diplomazia economica, emerge vivida un’altra efficace diplomazia, politica ed istituzionale. Oggi, nel momento in cui l’Europa si prepara all’attuazione dell’accordo di libero scambio con il Vietnam, non si può non pensare alle forme convergenti ed unitarie di sforzi che pure osserviamo nel Sud-est asiatico, nel riconoscimento di una corrispondenza di interessi e opportunità che, insieme, con impegno e nella più ampia condivisione, le nazioni ASEAN intendono affrontare. In quest’ottica, è bene considerare che il Vietnam rappresenta anche un formidabile hub d’accesso all’intero mercato dell’area, che ingloba oltre 600 milioni di consumatori.

Le istituzioni politiche dei nostri due Paesi possono fare affidamento anche su enti affermati come la Camera di Commercio Italo-Vietnamita e l’Associazione Nazionale Italia-Vietnam, che cura la rivista Mekong. Il nuovo numero di questa pubblicazione, prossimo all’uscita, si concentra sullo sviluppo dei rapporti bilaterali, con particolare attenzione alla situazione relativa al settore agro-alimentare. Cos’è stato fatto fin’ora in questo ambito? Quali sono le opportunità per gli operatori italiani del settore da qui ai prossimi anni?
È una lunga ed avvincente storia, quella che ha condotto all’attuale quadro associazionistico rivolto al Vietnam. L’Associazione Nazionale Italia-Vietnam per l’amicizia, la cooperazione e gli scambi culturali e scientifici è l’estensione del Comitato Nazionale Italia Vietnam, sorto nel 1971 ad opera, fra gli altri, di Riccardo Lombardi e Franco Calamandrei, che, durante la guerra di indipendenza del popolo vietnamita, organizzò rilevanti manifestazioni di solidarietà. Fondata a Roma nel 1986 da intellettuali italiani, fra cui Ettore Masina ed Enzo Enriques Agnoletti, l’Associazione ha sostenuto opere di ricostruzione, soprattutto in campo sanitario e nel settore dell’istruzione, favorendo gli scambi culturali fra i due Paesi, attraverso varie iniziative sul territorio italiano e la costante diffusione di informazioni sul Vietnam. Dall’esperienza dell’Associazione e per espressa volontà dell’allora presidente, l’On. Ettore Masina, nel 1989 è sorto il Centro di Studi Vietnamiti, con la sua vivace e cospicua biblioteca.
Da queste prime iniziative e con le successive aperture della Camera di Commercio Italia-Vietnam (CCIV) nel 1996 e del Consolato vietnamita nel 2009, ha preso forma il Polo Scientifico-Culturale Italia Vietnam, che oggi accoglie enti ed associazioni rivolti alla cooperazione con il Vietnam, in un’ottica di solidarietà e di scambio sociale, intellettuale e formativo, in vista della realizzazione di azioni promosse al servizio della collettività ed in funzione di comune sviluppo. Del Polo sono parte, accanto ad università e centri di ricerca, associazioni quali, ad esempio, il Gruppo Viet Kieu Italia, Acqua Terra Ambiente Paesaggio (ATAP) – Forum sullo Sviluppo Sostenibile e sui Paesaggi Bioculturali e, ultimo nato, il Gruppo Essere Famiglia in Vietnam che, accanto all’organizzazione di attività culturali, ha aperto uno sportello informativo nell’ambito delle adozioni internazionali in Vietnam.
La rivista Mekong. Notizie dal Fiume e dintorni, sorta nel 1994, è l’organo di stampa dell’Associazione Italia-Vietnam. L’ultimo numero, curato dal Polo Italia-Vietnam e dalla Camera di Commercio Italia-Vietnam, si concentra sul settore agroalimentare, a preludio di una missione nel Paese orientale, prevista nel 2018. Si tratterà di un viaggio strategico, finalizzato all’apertura di nuovi mercati per i prodotti italiani di alta qualità e all’approfondimento della conoscenza del mercato agroalimentare vietnamita da parte delle imprese italiane. La missione Food, Golf & Business: i Sapori, la Qualità e la Tradizione delle specialità enogastronomiche italiane in Viet Nam intende far incontrare produttori e consumatori dei due Paesi, presentando a questi ultimi i prodotti alimentari Made in Italy, le cui qualità e caratteristiche non sono ancora ben conosciute in Vietnam. La missione partirà dal cuore economico del Paese asiatico, cioè la città di Ho Chi Minh, per proseguire a Da Nang, centro in espansione e vivace polo d’attrazione turistico, e poi concludersi nella capitale politica Hanoi. Cornice degli eventi sarà la location di tre prestigiosi campi da golf. Il Vietnam è un Paese che rivela ogni anno nuove potenzialità, con una crescita sostenuta del PIL (+6,2 % nel 2016) che aumenta il potere d’acquisto della classe media ed una costante apertura del suo mercato verso i Paesi europei. Il Vietnam si presenta come il primo partner commerciale per l’Italia nel mercato ASEAN, con un interscambio tra i due Paesi di circa 4 miliardi di euro ed un incremento annuale pari al 6,83%. Il mercato vietnamita offre ottime prospettive per l’export italiano, già presente in diversi set¬tori, in particolare per quanto riguarda l’esportazione di macchinari e ap¬parecchiature (36% delle esportazioni totali). Nel settore agroalimentare, invece, l’esportazione rappresenta ancora una nicchia, con una percentuale che si attesta al 6,24 % delle esportazioni totali. Dall’altra parte, è possibile notare una crescita costante del richiamo della tradizione Made in Italy sui consumatori vietnamiti, con un’ascesa delle esportazioni italiane nel settore delle bevande, aumentate del 55,5% rispetto al 2015.
Occorre inoltre ricordare che, in particolare a partire dal 2013, Consolato e CCIV hanno promosso, con sempre maggior vigore, iniziative di carattere economico-commerciale e presentazioni degli scenari di opportunità rivolti agli operatori del comparto produttivo italiano. In seguito a EXPO 2015, nel quadro della valorizzazione istituzionale e politica, l’Agenda Vietnam, elaborata in collaborazione con l’Ambasciata di Roma, ha accolto in questi anni numerosi eventi miranti ad approfondire i temi dell’internazionalizzazione e a consolidare lo scambio commerciale, nel ramo dei servizi e del trading, per dinamizzare il dibattito con il comparto produttivo ita¬liano e far conoscere i servizi sostenibili per avvicinare i due mercati. Il recente Tourism Road Show, organizzato dall’Ufficio Commerciale dell’Ambasciata vietnamita a Milano e Roma, ha inoltre schiuso le porte alla promozione del Vietnam quale destinazione turistica d’eccellenza. Sulle piazze di Torino, Milano e Roma, il Polo ha altresì cercato di avviare un filone progettuale di forma¬zione specialistica – patrocinato dal Centro Studi Vietnamiti – che vede, fra il resto, l’avvio di corsi certificati di lingua vietnamita; il progetto di formazione linguistica rientra nel quadro della necessaria diffusione di conoscenza del Paese Viet Nam, ancora in ombra in seno all’opinione pubblica e imprenditoriale. Il forte Vietnam sounding propagato dal nucleo di Torino su scala nazionale si è rivelato sostenuto ed appassionato in vista del consolidamento di prospettive di sinergia e cooperazione fra i due Paesi. Il 2018 – ne sono certa – rappresenterà un anno importante per lo sviluppo di una consapevolezza ancor più forte in merito al ruolo di questo Paese sullo scenario internazionale.

Lei è Console Onorario della Repubblica Socialista del Vietnam per il Nord-Ovest, un’area del nostro Paese molto ricca in svariati settori come automotive, meccanica, cantieristica, tessile, risicoltura, oleario, dolciario e vitivinicolo. Nel corso degli anni, Torino si è distinta per un crescente interesse verso il Sud-est asiatico. Quali sono i benefici che il Piemonte e la Liguria hanno tratto e ritengono di poter trarre in futuro da questi rapporti privilegiati con i mercati ASEAN?
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un costante incremento del novero di aziende italiane che operano o investono in Viet Nam e l’interscambio commerciale fra i nostri due Paesi è pressoché raddoppiato. Ma molto resta ancora da fare. Sotto gli auspici del Consolato in Torino e Genova, la Camera di Commercio Italia-Vietnam collabora con istituzioni e associazioni vietnamite e italiane, al fine di promuovere e intensificare le relazioni commerciali e i rapporti di collaborazione economico-tecnica, in vari settori. Iscritta all’Albo delle Camere di Commercio Italo-Estere dell’Unioncamere, la CCIV collabora con ASSOEVI, associazione che riunisce imprenditori vietnamiti operanti in Europa. In qualità di organizzazione non governativa, ASSOEVI è un partner importante non solo per consolidare e rafforzare gli operatori della comunità vietnamita in Italia, ma anche per promuovere le potenzialità e le opportunità di cooperazione con il Vietnam.
Un sostegno concreto alle aziende è offerto anche dal Desk in Vietnam, attivato da qualche anno da Unioncamere Emilia-Romagna, nella Provincia di Binh Duong – 2 milioni di abitanti e 28 parchi industriali – grazie ad un’intesa con Becamex IDC Corp, l’agenzia di sviluppo statale della Provincia, ed esteso all’Italia con il coinvolgimento della Camera Mista Italia-Vietnam. In quest’ambito, vorrei ricordare che la CCIV, col Polo Italia-Vietnam, nel novembre 2016, ha organizzato vari eventi nell’ambito della missione svoltasi nella città di Ho Chi Minh, durante la fiera FoodExpo, una kermesse che ha consentito di approfondire il confronto sulle sfide future per l’agricoltura sostenibile e la crescita verde. In quel contesto, un’importante momento di dibattito è stato dedicato alla risicoltura. Lo scambio di esperienze sulla risicoltura tra Vietnam, secondo produttore mondiale di riso, e Italia, primo produttore europeo, può essere molto interessante nella prospettiva delle criticità che la coltura del riso sta affrontando sul mercato mondiale. Le politiche protezionistiche spesso amplificano le differenze ambientali e non permettono una corretta informazione sugli sforzi che i coltivatori stanno affrontando per migliorare la sostenibilità della loro produzione. Il primo incontro tra risicoltori italiani, nella fattispecie vercellesi, e vietnamiti, realizzato nel corso della missione del novembre 2016, è stato esemplare. Cruciale per la sostenibilità risicola è la questione dell’uso dei fitosanitari, che nella coltura del riso convenzionale è massiccio, con conseguenze sui contadini stessi, sulla popolazione e sulla biodiversità. Dall’incontro vietnamita è emerso che diverse strategie sono possibili in quest’ambito, in primis quelle dell’ingegneria ecologica.
Strumenti della CCIV e del Polo Italia-Vietnam sono inoltre i seminari economici, periodicamente organizzati in varie città italiane, come il recente incontro Internazionalizzazione: opportunità di sviluppo per liberi professionisti e PMI. Un finestra sul Vietnam, organizzato a Torino dalla CCIV con Confprofessioni, sotto gli auspici del Consolato. Numerose sono infine le pubblicazioni che, sin dal 1996, Polo e CCIV promuovono, come ad esempio l’ultima guida economica al Vietnam, edita dalla Camera di Commercio di Torino e dall’Associazione delle Piccole e Medie Imprese del Piemonte (API). Cominciano, del resto, oggi a registrarsi timidi approcci da parte delle imprese nostrane, a seguito di alcuni precursori. Aurora, azienda torinese leader nella produzione e commercializzazione di strumenti di scrittura, pelletteria, orologi e carta, vende la metà dei suoi prodotti all’estero, puntando in particolare su Vietnam e Cambogia. Ligursystem-Chimento Design è stata la prima impresa ligure ad entrare nel mercato asiatico con l’apertura, nell’ottobre 2015 a Ho Chi Minh, di uno showroom per i prodotti di alta qualità Made in Italy e, in occasione del recente vertice APEC (Asia-Pacific Economic Cooperation) di Da Nang, ha realizzato un’opera architettonica per il Convention Center. Per Piemonte e Liguria, come per il resto del Paese, export significa soprattutto manifattura artigianale e industriale, e prodotti agro-alimentari. Protagonista di queste iniziative imprenditoriali è, generalmente, la microimpresa: il contributo delle PMI all’export italiano è imprescindibile. Anche se la percentuale di imprese piemontesi e liguri che esportano è ancora bassa, la crescita degli ultimi anni, soprattutto nel settore agro-alimentare, rende l’idea del potenziale inespresso. Si tratta, nel complesso di aziende che concorrono puntando sul fattore-qualità, cui si aggiungono creatività, storia e ambiente. Tutti ingredienti di successo del marchio-Italia nel mondo. A Genova, vorrei ricordare, opera inoltre una sezione dell’Associazione Italia-Vietnam, moto attiva nella promozione del business ed attenta a trovare punti d’incontro tra le esigenze locali e le opportunità globali.


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