Zucchero, cambiano i consumi. Candriam: il food&beverage dovrà adeguarsi al mercato


L’aumento della regolamentazione e il cambiamento del comportamento dei consumatori impone alle aziende di adeguarsi. L’incidenza e il costo dell’obesità e delle altre condizioni legate alla sindrome metabolica sono aumentati ad un ritmo sorprendente negli ultimi cinquant’anni. Per questo motivo, Candriam, multi-specialista europeo della gestione patrimoniale, ha pubblicato oggi uno studio che evidenzia come lo zucchero sia il nuovo fattore di rischio per le aziende del settore food and beverage.



MILANO – È noto che lo zucchero può essere una delle principali cause di obesità. Una ricerca dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha evidenziato come questo sia in effetti un fattore determinante del peso corporeo. Tuttavia, nonostante questi risultati, diete poco sane hanno continuato a diffondersi su larga scala. Il consumo di zuccheri e grassi aggiunti è aumentato drasticamente e si stima che oltre un terzo della popolazione mondiale adulta sia in sovrappeso e il 13% sia obeso.

Queste condizioni di salute gravano sulla società, con costi che hanno raggiunto attualmente livelli insostenibili. Le stime indicano che l’1-2% del PIL globale viene speso per mitigare i costi sanitari sostenuti a causa di diete non salutari. Per ridurre questo onere, organizzazioni internazionali e governi hanno iniziato ad elaborare politiche e normative volte a far diminuire il consumo di zuccheri e ad aumentare la trasparenza degli ingredienti.

Si punta così a limitare le quantità di zuccheri “nascosti” nei prodotti. Allo stesso tempo, i consumatori, soprattutto Millennials, sono sempre più attenti alla qualità del cibo e spesso hanno abitudini di consumo più salutari optando per cibi o bevande privi di zuccheri. L’industria alimentare e del beverage è quindi particolarmente esposta agli sviluppi normativi e alle nuove tendenze che emergono tra i consumatori, che potrebbero avere ripercussioni sui profitti e sulle quote di mercato delle società.

Lo studio di Candriam identifica lo zucchero come un rischio emergente nel settore e delinea un quadro di ricerca dinamico per comprendere l’esposizione allo zucchero delle società che detiene in portafoglio. Le società sono valutate in base alla loro esposizione geografica a mercati con una regolamentazione sullo zucchero, già in vigore o prevista, e al livello di zucchero contenuto nei prodotti. Ciò riflette appieno la convinzione di Candriam che la nutrizione sia un motore alla base di crescita futura e di redditività.

Wim Van Hyfte, Global Head of Responsible Investment and Research di Candriam, ha commentato: «Come investitori ci sforziamo di integrare i rischi ESG nelle analisi delle società. Ci concentriamo su quegli aspetti che hanno il maggior potenziale di impatto sulla performance finanziaria delle aziende. Al contrario, nuove opportunità di business emergono per le società che offrono soluzioni innovative per ridurre questi rischi. Il caso dello zucchero, rischio e opportunità, evidenzia pienamente questa polarità».

Solange Le Jeune, Senior ESG Analyst di Candriam, ha dichiarato: «Facciamo engagement con le società in cui investiamo dal punto di vista della quantità di zuccheri contenuti nel loro prodotto e sotto il profilo dei rischi legati a questo fattore, in modo da poter meglio comprendere le loro strategie di business alla luce del nuovo quadro normativo e dell’evoluzione delle abitudini dei consumatori. In qualità di investitori responsabili a lungo termine, incoraggiamo le società in portafoglio ad adottare la giusta strategia di mercato e la gamma di prodotti alimentari più adatta a sostenere la crescita nel lungo periodo».




Fonte: Verini & Associati



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