Eni, accordo coi partner egiziani per riavvio Damietta e risoluzione controversie su Union Fenosa Gas


Gli accordi di oggi, che sono in linea con quelli finalizzati lo scorso febbraio e che tengono in considerazione l’evoluzione dello scenario energetico, consentono di rafforzare gli obiettivi strategici di Eni in termini di crescita del portafoglio GNL, in particolare in Egitto dove l’azienda è il principale produttore di gas, e sono di primaria importanza per tutte le parti coinvolte per risolvere tutte le dispute pendenti.


A cura della Redazione


IL CAIRO – Eni ha firmato oggi una serie di accordi con la Repubblica Araba d’Egitto, la Egyptian General Petroleum Corporation (EGPC), la Egyptian Natural Gas Holding Companny (EGAS) e la società spagnola Naturgy, che prevedono il riavvio dell’impianto di liquefazione di Damietta in Egitto entro il primo trimestre del 2021, la risoluzione amichevole delle dispute pendenti di Union Fenosa Gas e SEGAS con EGAS e ARE nonché la successiva ristrutturazione societaria della stessa Union Fenosa Gas, i cui asset saranno ripartiti fra i soci Eni e Naturgy.

L’impianto di liquefazione, di proprietà della società SEGAS, partecipata al 40% da Eni attraverso Union Fenosa Gas (50% Eni e 50% Naturgy), ha una capacità di 7,56 miliardi di metri cubi all’anno ed è fermo dal novembre del 2012. Gli accordi di oggi, che sono in linea con quelli finalizzati lo scorso febbraio e che tengono in considerazione l’evoluzione dello scenario energetico, consentono di rafforzare gli obiettivi strategici di Eni in termini di crescita del portafoglio GNL, in particolare in Egitto, dove Eni è il principale produttore di gas, e sono di primaria importanza per tutte le parti coinvolte per risolvere tutte le dispute pendenti.

L’operazione, soggetta ad autorizzazione delle autorità europee e subordinata al verificarsi di alcune condizioni sospensive, consente di rafforzare la presenza di Eni nell’Est Mediterraneo, una regione-chiave per l’approvvigionamento di gas naturale, una risorsa fondamentale per la transizione energetica.

Secondo i termini dell’accordo, la partecipazione di Union Fenosa Gas nell’impianto di Damietta (80%) sarà trasferita per il 50% ad Eni e per il 30% ad EGAS. Il risultante shareholding di SEGAS sarà quindi Eni 50%, EGAS 40% e EGPC 10%. Eni inoltre subentrerà nel contratto di acquisto del gas naturale destinato all’impianto e riceverà diritti di liquefazione corrispondenti, aumentando così i volumi di GNL in portafoglio di 3,78 miliardi di metri cubi all’anno, che saranno disponibili su base FOB, senza restrizioni di destinazione.

Per quanto riguarda le attività di Union Fenosa Gas fuori dall’Egitto, Eni subentrerà nelle attività di commercializzazione di gas naturale in Spagna, rafforzando la sua presenza nel mercato europeo del gas. «L’accordo – sottolinea Eni – arriva in un momento importante, in cui, anche grazie alla rapida messa in produzione delle recenti scoperte di gas naturale, soprattutto dai campi di Zohr e Nooros, l’Egitto ha riacquistato la piena capacità di soddisfare la domanda interna di gas e può destinare la produzione eccedente all’esportazione attraverso gli impianti di GNL».




© Riproduzione riservata



Articolo precedente

Genova Smart Week: premiati i vincitori dell'Hackathon, dedicato all'economia del mare

Articolo successivo

Corea del Sud. Moon: Firma RCEP momento storico, riaffermati multilateralismo e libero scambio

Praesent mattis suscipit pulvinar ut vel, risus mi, non quis, odio