Innovazione. Siglato il primo accordo per la regolamentazione agile tra sette Paesi, c’è anche l’Italia



A cura della Redazione


La pandemia da Covid-19 ha provocato uno sconvolgimento economico e sociale a livello mondiale. Mentre i cittadini e le imprese si stanno concentrando sulla ripresa, i governi devono garantire che l’innovazione, chiamata ad irrobustire la crescita e a risolvere le sfide sociali ed ambientali più pressanti per il pianeta, non sia ostacolata da normative obsolete.

Intervenendo durante un seminario organizzato dal Forum Economico Mondiale (WEF) e dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), i rappresentanti governativi di Canada, Danimarca, Emirati Arabi Uniti, Giappone, Italia, Regno Unito e Singapore hanno aderito alla Agile Nations Charter, un piano in 24 punti mirato alla promozione di un’innovazione e di un’imprenditorialità responsabili.

Stando agli organizzatori, l’accordo apre la strada ad una prima cooperazione di questo genere, aiutando gli innovatori ad orientarsi tra le leggi, sperimentare nuove idee insieme ai legislatori e modularle nei mercati dei sette Paesi aderenti. Le aree prioritarie comprendono la green economy, la mobilità, i dati, la diagnosi medica ed i servizi finanziari e di consulenza.

La collaborazione nasce dal progetto pensato dal Forum Economico Mondiale per la regolamentazione agile nel contesto della Quarta Rivoluzione Industriale. In concomitanza con la firma di stamattina, l’organizzazione fondata e presieduta da Klaus Schwab ha pubblicato la guida per una regolamentazione più efficace delle tecnologie emergenti, sviluppata insieme al Global Future Council on Agile Governance, mentre l’OCSE ha presentato ai suoi 37 Paesi membri i nuovi principi per un processo normativo efficace ed innovation-friendly, che saranno adottati nel 2021.

«Troppo spesso, regolamenti e leggi sono scritti con la mente rivolta al passato», ha osservato Murat Sönmez, direttore generale del Forum Economico Mondiale, aggiungendo: «I nostri Centri per la Quarta Rivoluzione Industriale aiutano i governi, le imprese e i cittadini a delineare insieme il futuro, attivando l’innovazione necessaria in futuro a creare posti di lavoro, mantenere la competitività e garantire resilienza in caso di shock».

Jeffrey Schlagenhauf, vicesegretario generale dell’OCSE, ha sottolineato che «in questo contesto di epocale crisi sanitaria ed economica a livello globale, i governi dovrebbero introdurre un cambiamento di paradigma nelle loro procedure normative». L’economista statunitense di origine tedesca ha fatto sapere che è obiettivo dell’OCSE «aiutare i governi ad orientarsi tra la sfide e sviluppare approcci più semplificati alla governance normativa dell’innovazione».

Per l’Italia è intervenuto il ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione Paola Pisano, che ha ricordato come il programma Sperimentazione Italia già «permetta ad aziende, università e istituzioni dedite alla ricerca di cimentarsi con innovazioni di frontiera in modo che le opportunità derivate dai cambiamenti più impattanti non vadano perdute». Secondo la titolare del MID, ormai è tempo di «estendere ed applicare la verifica della regolamentazione agile nel quadro della cooperazione internazionale tra i vari Paesi».

«Il Regno Unito vanta una fiera storia di imprenditorialità e innovazione, ma è solo lavorando insieme a livello internazionale che possiamo davvero sprigionare l’incredibile potenziale delle nuove tecnologie», ha precisato Martin Callanan, sottosegretario di Stato parlamentare per il Cambiamento Climatico e la Responsabilità Aziendale presso il Ministero per gli Affari, l’Energia e la Strategia Industriale (BEIS).

Restando tra i Reami del Commonwealth, Jean-Yves Duclos, presidente del Consiglio del Tesoro del Canada, ha osservato che il sostegno della nazione nordamericana all’accordo Agile Nations dimostra l’impegno del Paese «a dare vita ad un quadro normativo dove l’innovazione possa fiorire e le nostre rispettive imprese possano essere più efficienti e più competitive a livello globale».

Kouichi Munekiyo, viceministro parlamentare per l’Economia, del Commercio e dell’Industria giapponese, ha messo in chiaro che Tokyo «supporta pienamente la rete di Agile Nations quale iniziativa finalizzata a promuovere la cooperazione internazionale relativa al concetto di ‘innovazione della governance’, recepito al vertice ministeriale del G20 dello scorso anno», ospitato proprio da Osaka.

Sempre in Estremo Oriente, entusiasta si è mostrato anche Low Yen Ling, ministro del Commercio e dell’Industria di Singapore. «La semplificazione dei regolamenti, forti partenariati tra imprese e governi ed una costruttiva cooperazione normativa internazionale sono fondamentali per stimolare l’innovazione ed aiutare le aziende ad riemergere più forti dopo la pandemia», ha affermato il rappresentante della progredita città-stato asiatica.

Tornando in Europa, invece, Katrine Winding, direttrice generale dell’Autorità per il Commercio e le Imprese della Danimarca, ha sottolineato che «le nuove tecnologie possono accelerare la transizione verso una società più green e sostenibile» ma anche che «al momento i regolamenti e altre barriere ostacolano le start-up e le PMI innovative, soprattutto nell’introduzione delle loro idee sul mercato», annunciando l’impegno del Paese scandinavo nel sostegno «alla verifica e allo sviluppo di nuove soluzioni».

Gli Emirati Arabi, al momento unico Paese aderente nell’area MENA, sono intervenuti con Ohood Bint Khalfan al Roumi, ministro di Stato per lo Sviluppo Governativo e il Futuro. «Il nostro governo è fiero di sostenere Agile Nations, che dovrà aiutare ad adottare una governance semplificata e l’innovazione per costruire esecutivi forti, capaci e resilienti, preparandoli ad affrontare le sfide future con soluzioni proattive».




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