Turchia. Çavuşoğlu e Pekcan: Il XXI sarà secolo asiatico, Ankara diventi ponte tra Europa e Cina

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A cura della Redazione


La ministra del Commercio turco Ruhsar Pekcan ha esortato le aziende esportatrici a compiere un importante passo in avanti in Asia, un mercato di vaste dimensioni in cui la classe media sta progressivamente crescendo, le abitudini di consumo si stanno rapidamente diversificando, le infrastrutture tecnologiche e innovative si stanno velocemente sviluppando. L’indicazione strategica è arrivata ieri durante un vertice in videoconferenza dedicato alle nuove prospettive di intensificazione del traffico commerciale tra la Turchia e i Paesi asiatici, organizzato al Consiglio per le Relazioni Economiche Internazionali (DEİK).

Assieme al Ministero del Commercio, il DEİK ha fin qui organizzato 131 eventi di carattere economico con circa 30 Paesi della regione Asia-Pacifico. «Perciò è tempo di affermare ‘Asia di nuovo’», ha sottolineato la ministra. Nel 2019, la Turchia ha lanciato l’iniziativa Asia Anew per migliorare i rapporti con i Paesi asiatici in diversi ambiti, tra cui la formazione, la difesa, gli investimenti, il commercio, le tecnologie, la cultura e il dialogo politico.

Il ministro degli Esteri Mevlüt Çavuşoğlu, che ha preso parte al vertice, ha precisato come il XXI sia quasi inevitabilmente destinato a diventare il secolo asiatico, rimarcando l’importanza strategica ed il potenziale del Continente. «Il XIX e il XX sono stati rispettivamente i secoli dell’Europa e dell’America. Oggi, tutti i dati suggeriscono che quello in corso sarà il secolo dell’Asia», ha detto il capo della diplomazia di Ankara.

Molti Paesi stanno agendo consapevoli di questo fatto, secondo Çavuşoğlu, menzionando i diversi accordi recentemente siglati tra alcuni Paesi europei, come il Regno Unito, e le rispettive controparti asiatiche. Citando l’iniziativa Asia Anew presentata dal governo turco nel 2019, il ministro ha ricordato che durante la pandemia Ankara ha sostenuto 33 Paesi asiatici ed acquisito forniture sanitarie per le vaccinazioni da Cina e Giappone.

Pekcan ha invitato le imprese a guardare in particolare alla regione Asia-Pacifico come ad un mercato di sbocco piuttosto che di origine, con particolare accento su Cina ed India. «Questi Paesi, con cui registriamo un deficit commerciale estero, non dovrebbero risultare lontani per noi nell’ottica dell’export se fin’ora non li abbiamo considerati lontani da noi per l’import», ha osservato la ministra, che ha aggiunto: «In un momento in cui l’Europa sta rallentando, non vediamo ostacoli nel cercare di rendere il nostro export più sostenibile attraverso l’apertura di nuovi mercati».

Notando che l’Asia sta diventando sempre più il baricentro della produzione e del commercio globali, Pekcan ha sottolineato che la quota della regione Asia-Pacifico sul totale mondiale è cresciuta dal 26,3% del 2000 al 34,9% del 2019. Per quanto riguarda le esportazioni, nello stesso periodo, la quota sul totale mondiale è invece salita dal 28% al 37%. Guardando al capitolo relativo agli investimenti diretti esteri, nel 2019, la regione è arrivata ad attrarne un terzo del totale mondiale.

Sul fronte interno, lo scorso anno, le esportazioni turche verso l’Asia-Pacifico sono diminuite dell’1,5% e le importazioni dell’8,6% rispetto al 2019. Considerando che il commercio estero di Ankara con la regione è piuttosto squilibrato, la ministra ha indicato con rammarico che nel 2020 la quota rappresentata dai Paesi asiatici sul totale del commercio estero della Turchia è rimasta ferma al 14,3% nell’export e al 33,7% nell’import.

Fin’ora, il governo turco ha scelto come mercati-focus della regione sette dei diciassette Paesi-obiettivo che la Turchia ha individuato per il 2020-2021 e nove dei ventotto Paesi indicati quali prioritari, secondo quanto ricordato da Pekcan. Gli investimenti turchi nella regione hanno raggiunto un volume pari a 3,5 miliardi di dollari nel 2019, mentre gli investimenti di quei Paesi in Turchia hanno totalizzato un volume pari a 17,5 miliardi di dollari.

La ministra ha poi evidenziato che per aumentare il dialogo commerciale con i Paesi coinvolti dall’iniziativa cinese Belt and Road (BRI) e rivitalizzare la strategia turca Middle Corridor (MC), intesa come moderna Via della Seta, è necessario «continuare a lavorare con l’intenzione di fare del nostro Paese un ponte tra Europa e Cina». In questo senso, Pekcan ha ricordato l’importanza del treno merci Istanbul-Xi’an partito lo scorso 4 dicembre e giunto a destinazione il 19 dicembre, dopo aver solcato 8.693 km di binari attraversando Georgia, Azerbaigian e Kazakhstan.




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