UE-Singapore. Entra in vigore l’accordo su commercio e investimenti: termini e opportunità



di Redazione


Entra in vigore oggi l’Accordo di Libero Scambio tra l’Unione Europea e Singapore (EUSFTA), ad oltre un anno dal via libera del Consiglio Europeo e dalla firma degli accordi su commercio e investimenti, a cui era seguita, lo scorso 13 febbraio, l’approvazione da parte del Parlamento Europeo con 452 voti favorevoli, 186 contrari e 41 astenuti. Si chiude così una parabola cominciata tra il 2008 e il 2009, in piena crisi globale, con i primi tentativi di negoziato fra le due parti, poi cominciati ufficialmente nel 2010.

Dal punto di vista europeo, la componente commerciale dell’accordo prevede che Singapore rimuova tutte le tariffe residuali sui prodotti UE ancora sottoposti a dazi e si impegni a mantenere invariato il regime di esenzione dai dazi per tutti gli altri prodotti. Singapore si impegna anche a rimuovere le barriere non-tariffarie in aree strategiche, ad esempio riconoscendo i test di sicurezza automobilistica europei o accettando l’etichettatura utilizzata dalle aziende europee per i prodotti tessili. Oltre a questo, l’accordo assicura nuove opportunità per i fornitori europei di servizi in settori come le telecomunicazioni, l’ambiente, la meccanica, l’informatica e il trasporto marittimo.

La componente relativa alla protezione degli investimenti va a sostituire 12 trattati bilaterali esistenti tra Singapore e alcuni Stati membri dell’UE. Il nuovo testo unico, valido per tutti i 28 Paesi, garantisce un alto livello di protezione ed istituisce un sistema di risoluzione delle controversie in materia di investimenti, definito da Bruxelles come «ben bilanciato», salvaguardando i diritti delle due parti a regolare e perseguire obiettivi di policy quali la protezione della salute pubblica, della sicurezza e dell’ambiente.

La città-Stato di Singapore detiene record impressionanti: economia più competitiva al mondo stando all’ultimo Global Competitiveness Index del Forum Economico Mondiale, secondo miglior clima per le imprese dietro la Nuova Zelanda, come certifica l’ultimo rapporto Doing Business della Banca Mondiale, secondo porto commerciale più trafficato dopo quello di Shanghai con 36,6 milioni di TEU e quarto centro finanziario del pianeta alle spalle di New York, Londra e Hong Kong.

Singapore è il principale partner commerciale dell’UE nella regione del Sud-est asiatico, e dunque nella stessa area ASEAN, con un volume di interscambio bilaterale che supera i 104 miliardi di euro (oltre 53 di beni e 51 di servizi). Il volume degli investimenti diretti esteri nelle due direzioni ha invece raggiunto quota 334 miliardi di euro nel 2017. Per l’Italia, stando ai dati forniti lo scorso febbraio dall’Associazione Italia-ASEAN, l’export verso Singapore supera i 2 miliardi di euro e coinvolge 8.000 imprese, di cui l’83% sono piccole e medie. Più di 10.000 aziende europee si sono ormai stabilite a Singapore, sfruttandone la sua natura di hub commerciale e finanziario per l’ASEAN e l’intera regione Asia-Pacifico.

Dopo il semaforo verde del Parlamento Europeo dello scorso febbraio, l’ex presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker aveva affermato: «L’approvazione degli accordi su commercio e investimenti tra UE e Singapore segna un momento storico. Si tratta del primo accordo commerciale bilaterale che l’Unione Europea conclude con un Paese del Sud-est asiatico, un blocco in costruzione verso una più stretta relazione tra l’Europa ed una delle regioni più dinamiche al mondo». Gli aveva fatto ecco l’ex commissario al Commercio Cecilia Malmström, sottolineando che «in tempi incerti abbiamo bisogno più che mai di accordi come questo».

Lo scorso 8 novembre, a margine di una cena di gala per celebrare l’imminente entrata in vigore dell’accordo, il commissario designato al Commercio Phil Hogan, in rappresentanza della Commissione Von der Leyen, ha rimarcato «l’importante posizione strategica di Singapore all’interno dell’ASEAN» ed il «ruolo centrale» che la città-Stato asiatica gioca nel rafforzamento dell’integrazione economica all’interno della regione, aggiungendo che l’EUSFTA «rafforzerà le nostre relazioni bilaterali» e «renderà più affidabile il clima per gli investimenti».

Parole entusiaste sono arrivate anche dal primo ministro singaporiano Lee Hsien Loong che in un post su Facebook ha celebrato l’entrata in vigore dell’accordo «dopo quasi un decennio dall’inizio dei negoziati», sostenendo che questo traguardo «testimonia la convinzione comune dell’UE e di Singapore che un commercio aperto e globale, fondato sulle regole, è il cammino verso la crescita e la prosperità».

«L’EUSFTA migliora l’accesso per le nostre imprese nei mercati europei», ha scritto Lee, aggiungendo: «Le aziende, grandi e piccole, incluse le PMI, trarranno beneficio dall’eliminazione dei dazi, dalla riduzione delle barriere tecniche al commercio e dall’accresciuto accesso ai mercati dei servizi e degli appalti». L’auspicio del capo di governo singaporiano è che il raggiungimento di questo traguardo possa fare da traino per un più esteso accordo tra l’Unione Europea e l’ASEAN.




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