Russia. Il successo del Mondiale di Calcio tra impatto economico diretto, indiretto e impeccabile organizzazione


La nazionale di casa, guidata dal carismatico Stanislav Čerčesov, è uscita a testa alta ai quarti di finale contro la formidabile Croazia di Modrić e Mandžukić, poi sconfitta dalla Francia nella finalissima di Mosca. Eppure, la Russia il suo mondiale pare averlo vinto comunque, centrando un successo organizzativo unanimemente riconosciuto. Grazie anche all’esperimento del “passaporto del tifoso”, il Paese ha così messo in piedi un evento dalle ricadute ancora incerte ma potenzialmente molto positive.


di Silvia V. Missotti


ROSTOV – Il 15 luglio scorso si è conclusa la Coppa del Mondo in Russia. La grande “vacanza” collettiva è finita ed è ricominciata la vita di tutti i giorni, ma nel Paese dei cremlini è già tempo di bilanci. Non si tratta di un calcolo semplice tant’è che diversi tra quotidiani e società di revisione, sia russi che stranieri, sono alacremente al lavoro sui numeri del torneo calcistico più importante al mondo. Prima di tutto, si sta cercando di determinare con precisione il numero degli appassionati in ingresso dall’estero.

Secondo un rapporto ufficiale del Ministero delle Comunicazioni della Federazione Russa, pubblicato il 18 luglio, per assistere alle partite della Coppa del Mondo FIFA 2018, sono stati richiesti un totale di 1,83 milioni di “passaporti del tifoso”, i cosiddetti FAN ID. Più della metà di questi sono stati richiesti da cittadini russi (987.000) mentre quelli richiesti da cittadini stranieri ammontano a circa 843.000. Il passaporto del tifoso è, in pratica, una carta personalizzata che consente al possessore di entrare a far parte del sistema di identificazione dei tifosi di calcio. Si tratta di un progetto unico, sviluppato dalla Russia appositamente per la Coppa del Mondo 2018. Insieme al biglietto di ingresso valido per assistere all’incontro di calcio preferito, i FAN ID hanno garantito a tutti gli spettatori un accesso comodo e rapido allo stadio.

Il passaporto del tifoso ha inoltre consentito ai fan di viaggiare gratuitamente sui treni di collegamento tra le undici città che hanno ospitato il torneo e sui mezzi pubblici all’interno delle loro aree urbane. Stando a quanto comunicato dalle Ferrovie Russe (RŽD), in totale hanno circolato 80 “treni dei tifosi” a lunga percorrenza che hanno coperto 31 tratte per ben 734 volte, permettendo a 5,2 milioni di persone di spostarsi da una città all’altra. L’innovazione russa del FAN ID e dei treni gratuiti hanno generalmente riscosso recensioni entusiastiche da parte di tifosi sia russi che stranieri.

Alcuni dei turisti che si sono recati in Russia nel mese del Mondiale, poi, non sono venuti per assistere alle partite di calcio ma per accompagnare qualche amico o parente tifoso, oppure semplicemente per visitare il Paese. Le cifre in questo senso non sono ancora disponibili, ma probabilmente saranno presto rese note.

Venendo ai costi dell’organizzazione, gli analisti della società di consulenza McKinsey & Company hanno calcolato che per preparare la Coppa del Mondo 2018 sono stati spesi 1.200 miliardi di rubli, pari a circa 16,24 miliardi di euro. Di questi, ben 630 miliardi di rubli, cioè circa 8,52 miliardi di euro, sono stati investiti nella costruzione e nella ristrutturazione di stadi e aeroporti. L’agenzia russa Rossbiznes-Konsalting (RBK) ha invece calcolato una spesa più elevata per questa voce, pari a circa 883 miliardi di rubli, ossia circa 11,95 miliardi di euro.

Molto più complesso è invece calcolare l’ammontare delle entrate. Secondo quanto affermato da Maya Lomidze, direttore esecutivo dell’Associazione dei Tour Operator della Russia (ATOR), nel corso di una conferenza stampa sull’impatto dei Mondiali sul turismo in Russia, è possibile parlare di oltre 850 miliardi di rubli. Tuttavia, vi sono anche stime più caute. Uno dei più popolari giornali russi, la Komsomolskaya Pravda, ha osservato: «In realtà, la Russia per ora ha guadagnato solo 175,5 miliardi di rubli grazie ai biglietti e alle spese dei turisti già ripartiti, mentre siamo in perdita per quasi 509 miliardi di rubli. Questo è normale». A tale importo devono essere comunque aggiunte le sponsorizzazioni durante le gare di importanti aziende straniere, con new-entry come i colossi cinesi Wanda e Hisense.

Sul fronte della sicurezza, molti osservatori in tutto il mondo hanno lodato la capacità organizzativa della Russia. Circa un milione di tifosi stranieri e due milioni di russi si sono spostati da città a città per più di un mese. In tutto questo arco di tempo non si sono verificati scontri di massa o altri episodi di criminalità di particolare rilevanza. Il governo ha garantito un’ottima organizzazione, dispiegando presumibilmente un’imponente task force preventiva di impiegati, funzionari e agenti. È per tanto possibile che i costi reali siano anche più elevati di quelli ufficiali.

D’altro canto, la Russia riceverà un compenso molto più alto degli introiti diretti del Mondiale di calcio. Superati gli anni della crisi e delle difficoltà, anche in termini di immagine internazionale, centinaia di migliaia di turisti provenienti dai diversi continenti hanno potuto conoscere un Paese dal volto attrattivo. La stessa ONU ha riconosciuto la Russia come un Paese dal potenziale turistico fortemente sottovalutato.

È più difficile calcolare l’impatto macro per l’economia russa e per le singole regioni russe in cui si sono svolte le partite. Ad ogni modo, il Mondiale di calcio è stato un grande successo nel Paese, poiché non ha soltanto prodotto profitti ma ha anche influenzato positivamente molti altri fattori non strettamente economici, legati alla reputazione del Paese, alla promozione culturale e alla fiducia interna. Si è trattato inoltre di uno spot per le discipline sportive in Russia, che riavvicinerà ancor più bambini e adolescenti alle società calcistiche giovanili, per tentare di costruire una nuova generazione di giocatori capaci di ripetere le gesta di campioni del passato, più o meno recente, come Lev Jašin, Oleg Blochin, Igor Kolyvanov o Andrej Aršavin.


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