Singapore. Crescita (+2,2%) sotto le aspettative nel terzo trimestre, ma previsione annuale resta fra 3 e 3,5%



di Ng Jun Sen
[The Straits Times]



SINGAPORE – L’economia singaporiana è cresciuta del 2,2% su base annua nel terzo trimestre, rallentando rispetto al 4,1% registrato nel trimestre precedente e scendendo al di sotto delle stime iniziali del governo e delle attese dei mercati.

Si prevede che, alla fine dell’anno, la crescita complessiva per il 2018 raggiungerà un tasso compreso tra il 3 e il 3,5%, cioè nella fascia alta del range previsto inizialmente, compreso fra il 2,5 e il 3,5%, stando a quanto affermano fonti del Ministero del Commercio e dell’Industria nel Resoconto sull’Economia di Singapore per il terzo trimestre, presentato stamani.

Pubblicando per la prima volta le previsioni ufficiali per il 2019, il Ministero sostiene che l’economia di Singapore rallenterà ad un livello compreso tra l’1,5 e il 3,5%, in parte riconducibile all’impatto dello scontro commerciale in atto tra Stati Uniti e Cina.

I dati del terzo trimestre sono al di sotto della previsione generale di crescita, fissata al 2,4%, fornita dagli analisti interpellati da Bloomberg, e della stima del 2,6% elaborata dal Ministero, in seguito ad un ridimensionamento della manifattura e dei servizi.

Su base trimestrale, l’economia è cresciuta del 3%, a ritmi più sostenuti rispetto all’1% registrato nel secondo trimestre su quello precedente. Il segretario permanente del Ministero Loh Khum Yean ha affermato che la prospettiva della domanda estera è «leggermente più debole» per il 2019 rispetto a quest’anno, mentre i rischi economici globali tendono ad un ribasso.

Parlando ai media in occasione di una conferenza stampa al Tesoro, Loh ha sottolineato la perdita di fiducia globale delle imprese e dei consumatori a causa di una possibile escalation nella guerra commerciale, quale primo fattore di rischio saliente. «Se questo dovesse accadere, la spesa globale per gli investimenti e i consumi diminuirebbe, provocando un impatto negativo sulla crescita», ha affermato il segretario.





Ha poi aggiunto che può materializzarsi un ulteriore rallentamento nella crescita degli investimenti e dei consumi, che potrebbe propagarsi in tutto il resto della regione, se dovesse presentarsi un inasprimento delle condizioni finanziarie globali più rapido del previsto.

Tuttavia, la guerra commerciale non ha ancora avuto un impatto percepibile sull’economia singaporiana, dal momento che la gran parte dei dazi cominceranno a generare i loro effetti a partire dalla seconda metà dell’anno, ha proseguito Loh.

Nel terzo trimestre, la crescita è stata anzitutto trainata dal settore finanziario e assicurativo, dalla manifattura e dai servizi alle imprese. La maggior parte dei settori ha visto un’espansione più lenta o una contrazione, come evidenziano i dati.

Il settore manifatturiero è cresciuto del 3,5% su base annuale nel terzo trimestre, perdendo terreno rispetto al 10,7% del trimestre precedente. Se molti segmenti manifatturieri sono cresciuti, il cluster della manifattura generica ha fatto eccezione, contraendosi a causa del ridimensionamento delle industrie tipografiche varie, riporta il Ministero.

Il settore edilizio si è contratto del 2,3%, facendo meglio rispetto al -4,2% su base annuale segnato nel secondo trimestre. Questo trend è dovuto alla debolezza nelle attività di costruzione nel settore pubblico. Tuttavia, il comparto è previsto in miglioramento per il prossimo anno, dal momento che molti degli appalti aggiudicati nella seconda metà del 2017 cominceranno a dare i loro frutti, secondo quanto sostenuto dal direttore economico del Ministero Yong Yik Wei.

Il commercio all’ingrosso e al dettaglio è cresciuto dello 0,5% su base annua, più lentamente rispetto alla crescita dell’1,5% registrata nel secondo trimestre. Il segmento del commercio all’ingrosso ha contribuito in gran parte alla performance di settore, mentre il commercio al dettaglio ha subito una contrazione per effetto di più deboli vendite di veicoli.





I settori finanziario e assicurativo sono cresciuti del 5,6%, in ribasso dal 6,8% su base annua segnato nel trimestre precedente. Anche il settore ICT ha rallentato, segnando un +4,7% contro il +5,8% del secondo trimestre.

Gli unici miglioramenti su base annua segnati nel terzo trimestre sono: nel trasporto e stoccaggio, che è cresciuto del 2,1% rispetto all’1,2% del trimestre precedente; nel settore ricettivo e ristorativo, in leggera accelerazione, con una crescita del 4% rispetto al 3,9% del secondo trimestre; e i servizi alle imprese, anch’essi con un lieve rialzo del 2,4%, contro il 2,3% fatto registrare nel trimestre precedente.

Analogamente, altri servizi vari, trainati dalla formazione, dalla sanità e dai servizi sociali, hanno segnato una crescita dell’1,2% su base annua, in accelerazione rispetto al +0,5% del secondo trimestre.

Per il 2019, Loh ha affermato che il Ministero si attende un’impennata dei servizi, destinati a riprendere in mano le redini della crescita sorpassando il settore manifatturiero, previsto in rallentamento rispetto allo slancio degli ultimi due anni, in termini di composizione del PIL nazionale.

«Prevediamo che l’equilibrio cambierà leggermente nel 2019, considerando che la manifattura vedrà ritmi di crescita più contenuti. Per quanto riguarda i servizi, anch’essi subiranno l’impatto del ridimensionamento della crescita nelle economie avanzate e in quelle della regione, tuttavia i servizi interni garantiranno qualche capacità di resistenza e dunque la composizione della crescita si trasformerà un po’», ha detto Loh.

L’esperto economista di DBS Bank Irvin Seah ha detto che i dati del PIL su base trimestrale mostrano un certo grado di resilienza nell’economia.

«Detto questo, ci sono preoccupazioni a proposito dell’avversione al rischio e degli aumenti più rapidi del previsto nei tassi d’interesse sui mercati finanziari, oltre alle misure di raffreddamento del mercato immobiliare che pesano sui settori dei servizi alle imprese e delle costruzioni per i prossimi trimestri», ha affermato Seah, che ha aggiunto: «Una guerra commerciale potrebbe, nel breve termine, gettare sale sulle ferite».


Traduzione a cura della Redazione
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